16 ottobre 2008

ricetta senza ombra di dubbio

Visto che il ragù manda in confusione, propongo un risotto “ubriaco” all’Amarone. Mezza bottiglia per la preparazione e mezza bottiglia per il preparante. Il soffritto è solo di cipolla ( o scalogno, meglio ) e deve morire nel burro, si tosta il riso ( che sia Vialone Nano, per carità) e poi si aggiunge  mezza bottiglia di Amarone, abbassare la fiamma e brindare a sé stessi continuando a mescolare. Il risotto è uno che beve, ma basta vino, se necessario aggiungere qualche mestolo di brodo. No, il cuoco solo a vino. Quando è vicino alla cottura ( che sia al dente, per carità ) spegnere la fiamma mettere del parmigiano grattugiato, una macinata di pepe ed il coperchio. Far trascorrere qualche minuto esplorando meglio il bouquet profumato di quella meraviglia fatta di pazienza, botti di legno ed uve corvina – rondinella – molinara. Togliere il coperchio, veloce mescolata ed è pronto da mangiare.

7 commenti:

  1. a me piace soprattutto la parte in cui si beve..

    :)

    RispondiElimina
  2. sembra dare soddisfazione anche solo la preparazione di questa ricetta... :)

    RispondiElimina
  3. buonissssimo il blog!

    posso linkare?

    RispondiElimina
  4. Ma siam sicuri che il risotto deve bere almeno quanto il cuoco?


    No, ecco, vorrei spezzare una lancia per il povero preparante...

    RispondiElimina
  5. diciamo che deve bere almeno tanto quanto il risotto.... meglio? :)

    RispondiElimina