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13 ottobre 2011

Vegan Party is cool!

Prendi l'ossimoro della mortadella vegetale niente male [c'è anche il pistacchio],
l'informazione della pazienza di chi ha pulito centinaia di steli di tarassaco
e ne ha raccolto e conservato sottolio i boccioli uno per uno, stappa un rosso, che alla fine ha avuto la meglio sulla birra al coriandolo, lascia in mano ad un sapiente Reiki un intero vaso di zucchine arrostite alla menta, scalda tre piadine di kamut e falle tagliare alle danzatrici mani di un massaggiatore Tuina, mettici due Naturopate molto fiche che condiscono tutto con amorevoli sulfamigi ed inebrianti colori: mischia tutto insieme facendo qualche trasferello qua e là, unisci del blu, un pò di India ed ecco qua.
Poi dicono che l'aperitivo vegano è noioso.
Io mi sono divertita un sacco, ho mangiato e bevuto bene.

L'unica cosa che stonava secondo me era il vicks vaporub.

8 ottobre 2011

La cipollata

Per fare la cipollata per prima cosa affetti le cipolle, con quella cosa che le affetta sottili sottili.
Poi, mentre piangi, le butti nell'acqua bollente un attimo perchè pare che così le digerisci più facilmente.
Quindi butti le cipolle, tagliate e sbollentate un attimo, in una padella antiaderente dove l'olio d'oliva ha cominciato a soffriggere un po'. 
Aggiungi un po' d'acqua bollente e fai andare a fuoco lento per tanto tempo. Sta attento, le cipolle devono quasi stufare, mai friggere.
Quando ti sembrano abbastanza cotte (io intendo quasi spappolate), aggiungi la conserva di pomodoro, qualche cappero e un paio di foglie di alloro.
Continui a far cuocere.
Infine mangi una cipollata che ai miei amici, e a me, è sembrata buonissima.

(Mentre la porti a tavola puoi cantare "La moje che vvo' beeeeeeene allu marite, la sere i fa'rtruvàààààà la cipullate". Non so da dove arriva questa cosa, ma, ecco, i miei amici l'hanno cantata).

Ops... mi sono scordata il sale q.b.!

21 febbraio 2011

con tutto il cuore

Lo so che hai pensato di trovare la ricetta del muscolo, lo so.
Invece parlo di quello che a volte si chiama anima, non animella!, quello dove c'è il buono, no, non la bottiglia del campari!, fff, insomma!, parlo di amore.
Quello che passa dalle mani al piatto quando cucini per qualcuno.
Ecco, io volevo avvisarti che quel cuore lì si sente ancora anche nelle cose scongelate, non so se in tutte, ma nel babbà rustico sì. E anche nel fegato alla veneziana. Per non parlare di pancetta e carciofi, che scoppian di cuore.

(sì, ho un'amica che temeva morissi di fame se non mi lasciava quelle sette-ottocento cose cucinate)

10 novembre 2010

Metti un finoccho a cena anche tu

per  questa inziativa a cui stra-aderisco con mani, piedi, cuore.

Una delle cose che più mi ingolosisce è la rapidità con cui si possono trasformare dei finocchi in una pizza.
Si sa: l'attitudine al trasformismo è tipica dei finocchi.
Io li taglio a fettine mediamente sottili (meno di mezzo cm) e li dispongo in una teglia rotonda a coprirne completamente il fondo, poi li tratto proprio come fossero una pizza, infischiandomene della loro identità di finocchi.
La rigidità non è tipica di queste parti.
Li ricopro quindi di pummarola, una girata d'olio, capperi, olive, magari un'acciughina ed infine li cospargo di mozzarella sfilacciata con le mani, tanto origano ed inforno.
Lascio cuocere fino a quando il finocchio è morbido dentro ma ha formato una crosticina in superficie

Questa è una ricetta dalle elevate proprietà nutritive, fa bene alla tolleranza, alla libertà e all' Amore.