e si sente. bisogna intervenire, e non lasciar finire questo 2011 senza aver cucinato insieme almeno una volta.
l'ultima possibilità è il trentuno dicembre.
solite regole: partecipa solo chi ha postato almeno una ricetta; essendo capodanno ogni cuoco può portare un ospite, che ovviamente può cucinare (o iscriversi e postare, e invitare a sua volta - le regole sono fatte per essere aggirate, basta essere furbi)
il luogo potrebbe essere quello abituale, ma anche no. vedremo.
io mi sono portato un po' di ricette dall'india, tra cui scegliere.
nel frattempo cominciate a crearvi un account su blogspot.
Visualizzazione post con etichetta jam session. Mostra tutti i post
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1 dicembre 2011
un anno senza jam session
21 aprile 2011
in forno d'estate
È stranissimo, ammetto, però basta che arrivino i primi caldi torridi e a me vengono in mente solo cibi da cuocere al forno. D'inverno no, quasi mai, ma l'estate.. ùh, l'estate..
Dunque, con un abile giuoco di parole, eccomi qui a proporre una nuova data di una nuova cena: il 18/6 che è il sabato più vicino all'estate che ci sia.
A casuccia ci si sta in dieci, se olt è libero possiamo sforare e spostarci da lui (io sono una creaturina discreta e che fa un sacco di complimenti e soprattutto non si approfitta degli spazi altrui), altrimenti stavolta il numero è chiuso.
[oddio, si potrebbe cucinare da me e cenare al parchetto davanti a casa, che è una cosa che mi divertirebbe assai,. ma..]
Vabbè, c'è un sacco di tempo, però cominciate a dire sì e segnarvelo in agenda.
Dunque, con un abile giuoco di parole, eccomi qui a proporre una nuova data di una nuova cena: il 18/6 che è il sabato più vicino all'estate che ci sia.
A casuccia ci si sta in dieci, se olt è libero possiamo sforare e spostarci da lui (io sono una creaturina discreta e che fa un sacco di complimenti e soprattutto non si approfitta degli spazi altrui), altrimenti stavolta il numero è chiuso.
[oddio, si potrebbe cucinare da me e cenare al parchetto davanti a casa, che è una cosa che mi divertirebbe assai,. ma..]
Vabbè, c'è un sacco di tempo, però cominciate a dire sì e segnarvelo in agenda.
13 gennaio 2011
il bello di ospitare le cene del forno in casa propria è che poi nonfai la spesa per due settimane
a chiunque abbia dimenticato a casa mia la confezione di pasta sfoglia bui***i che scade domani, e anche a chi ha lasciato un barattolo di crema di pomodori ca**i, volevo dire che ho spalmato la crema sulla pasta, l'ho piegata in due e l'ho messa in forno.
così, giusto perché domani scade e non ho altro in casa.
p.s. il barbera (maschio perché è pavese, giusto?) ci sta pure bene
così, giusto perché domani scade e non ho altro in casa.
p.s. il barbera (maschio perché è pavese, giusto?) ci sta pure bene
4 gennaio 2011
Professional confectioner: don't try this at home
Non sai esattamente cosa ti avesse preso quel giorno, quando hai visto lo stampo da pandoro da Medagliani, anche se una parte di te sapeva che eri andata lì per quello (e per la bastardella, il termometro, il cannello, il colino chinoise...), quella stessa cosa che ti aveva preso pensando: "Tra Natale e Capodanno sono in vacanza, provo a fare il pandoro".
La ricetta sul tuo libro l'hai letta almeno dieci volte, ti sei proprio programmata la giornata, anzi, le giornate, perché sì, il pandoro si fa in due giorni, lievita per ore e quelle ore si trascorrono incrociando tutte le dita delle mani e dei piedi che vada tutto bene, dal che si capisce che non si può poi andare da nessuna parte così intorcigliati. Al massimo su twitter ad ammorbare i followers con tutte le fasi.
Dunque, per prima cosa si prepara il lievitino con farina manitoba, acqua, un tuorlo e lievito di birra. Si lavora e si lascia lì. Dopo un po' si prepara il primo impasto, con il lievitino, altra farina, altra acqua, un po' di zucchero (ma poco), un po' di burro e un uovo. Si lavora e si lascia lì. Poi si prepara il secondo impasto (attenzione, se uno si è già stufato sappia che non si è a nemmeno un terzo del lavoro) aggiungendo al primo impasto altra farina, zucchero, un po' di sale e di vaniglia e un altro uovo. E qui si lavora parecchio, pregando tutti i santi che non fonda il motore dell'impastatrice, che si surriscalda tutta e implora di smettere. Solo quando tutto il calendario è stato pregato, indovinerà il sagace lettore: si lascia lì. Intanto si tira fuori il burro (solo 140 gr), per la sfoglia.
Dopo tutto questo lasciar lì, l'impasto si prende e si mette in frigo (o sul balcone che è uguale) e... si lascia ancora lì! Poi si ripiglia, dopo almeno mezz'ora, si tira col mattarello a quadrato, ci si spalma sopra il burro, si chiude tutto a busta, si tira ancora col mattarello e si dà la prima sfoglia (cercare tutorial su youtube, che a spiegarlo a parole ci si mette un'ora), si mette il panetto sfogliato in frigo e si lascia lì. Repeat "sfoglia e lascia lì (in frigo)" x 3.
Ora, se uno si è programmato per bene, imburra benissimo lo stampino, taglia a metà il panetto (eh, perché lo stampino è da mezzo, ma se è da intero ovviamente no), lo lavora a palla e lo mette a lievitare tutta la notte nello stampino. Se si è programmato male ciccia, deve aspettare lì, con l'occhio puntato per ore e ore che l'impasto strabordi dallo stampo. Niente trucco e niente inganno: ci vogliono dalle otto alle dieci ore.
Cuocere in forno per venti minuti, magari coprendo con alluminio, che a te la parte sopra è venuta scura scura e il resto no. Ripetere ultima lievitazione (ci vorrà un po' meno, tipo quattro/sei ore) e cottura col secondo impasto.
Zucchero a velo e voilà, stremati da tutto questo lasciar lì, potete servire agli amici.
La ricetta sul tuo libro l'hai letta almeno dieci volte, ti sei proprio programmata la giornata, anzi, le giornate, perché sì, il pandoro si fa in due giorni, lievita per ore e quelle ore si trascorrono incrociando tutte le dita delle mani e dei piedi che vada tutto bene, dal che si capisce che non si può poi andare da nessuna parte così intorcigliati. Al massimo su twitter ad ammorbare i followers con tutte le fasi.
Dunque, per prima cosa si prepara il lievitino con farina manitoba, acqua, un tuorlo e lievito di birra. Si lavora e si lascia lì. Dopo un po' si prepara il primo impasto, con il lievitino, altra farina, altra acqua, un po' di zucchero (ma poco), un po' di burro e un uovo. Si lavora e si lascia lì. Poi si prepara il secondo impasto (attenzione, se uno si è già stufato sappia che non si è a nemmeno un terzo del lavoro) aggiungendo al primo impasto altra farina, zucchero, un po' di sale e di vaniglia e un altro uovo. E qui si lavora parecchio, pregando tutti i santi che non fonda il motore dell'impastatrice, che si surriscalda tutta e implora di smettere. Solo quando tutto il calendario è stato pregato, indovinerà il sagace lettore: si lascia lì. Intanto si tira fuori il burro (solo 140 gr), per la sfoglia.
Dopo tutto questo lasciar lì, l'impasto si prende e si mette in frigo (o sul balcone che è uguale) e... si lascia ancora lì! Poi si ripiglia, dopo almeno mezz'ora, si tira col mattarello a quadrato, ci si spalma sopra il burro, si chiude tutto a busta, si tira ancora col mattarello e si dà la prima sfoglia (cercare tutorial su youtube, che a spiegarlo a parole ci si mette un'ora), si mette il panetto sfogliato in frigo e si lascia lì. Repeat "sfoglia e lascia lì (in frigo)" x 3.
Ora, se uno si è programmato per bene, imburra benissimo lo stampino, taglia a metà il panetto (eh, perché lo stampino è da mezzo, ma se è da intero ovviamente no), lo lavora a palla e lo mette a lievitare tutta la notte nello stampino. Se si è programmato male ciccia, deve aspettare lì, con l'occhio puntato per ore e ore che l'impasto strabordi dallo stampo. Niente trucco e niente inganno: ci vogliono dalle otto alle dieci ore.
Cuocere in forno per venti minuti, magari coprendo con alluminio, che a te la parte sopra è venuta scura scura e il resto no. Ripetere ultima lievitazione (ci vorrà un po' meno, tipo quattro/sei ore) e cottura col secondo impasto.
Zucchero a velo e voilà, stremati da tutto questo lasciar lì, potete servire agli amici.
Lenticchie Uber Alles
Avrebbe dovuto essere un'armata in rivolta, migliaia di lenticchie corazzate in lotta per liberarsi da una schiavitù millenaria: quella del contorno! La strategia è stata ben pianificata, però l'esito imprevisto del traffico culinario ha spostato la loro marcia alla fine proprio accanto al loro feticcio per eccellenza: il cotechino!
La prima fase ha messo in campo le avanguardie "cubetti di pancetta" a rosolare nell'olio, ricoperte da un trito mimetico di scalogno, carota e sedano. Quando i profumi hanno conquistato l'aria le lenticchie assaltano con mezzi da sbarco navigando su di un mestolo di brodo (detto acqua e dado vegetale in codice N.A.T.O.). Fa da rinforzo una cucchiaiata abbondante di passata di pomodoro e una foglia di alloro. Nascoste dal coperchio restano in agguato nel tegame quanto serve per cuocere.
Alla fine si lanciano orgogliose, ma incontrano stomaci pieni e palati saturi, tentano una ritirata nel frigo ma vengono scovate e liquidate definitivamente la sera stessa. Gloria a(l)loro!
3 gennaio 2011
E la mia è più bella, ciccacicca
Qualche tempo fa ero in un ristorante di Rimini (dallo zio, consiglio vivamente a chiunque vada laggiù) e mi servono una insalata di seppie e carciofi così ùh! che è finita subito tra le cose da rifare prima o poi.
E magari avevano ragione loro a far le seppie in padella e aggiungere spicchi di carciofo crudo e servire appena tiepido nei piatti, però i miei cestini son più belli.
Molto, molto, molto bellissimi.
(secondo me ci si può fare anche il risotto, così)
(lo so che dovrei scriver così come, ma tanto sammy li ha fotografati e se li vedi si capisce meglio)
(ma belli..)
E magari avevano ragione loro a far le seppie in padella e aggiungere spicchi di carciofo crudo e servire appena tiepido nei piatti, però i miei cestini son più belli.
Molto, molto, molto bellissimi.
(secondo me ci si può fare anche il risotto, così)
(lo so che dovrei scriver così come, ma tanto sammy li ha fotografati e se li vedi si capisce meglio)
(ma belli..)
cenanzo
dopo i capodanni ci sono le cene degli avanzi. ci si trova a casa di qualcuno e si mettono insieme gente e cibi avanzati dalle feste della sera precedente.
apro il frigo e trovo che dalla jam session capodannesca sono rimasti:
- un rotolo di pasta sfoglia pronta all'uso
- un tot di lasagne fresche
- due melanzane
- un peperone
- tre uova
- quattro fette di cotechino
- due cucchiai di lenticchie
- un cespo di trevisana
- mezza busta di parmigiano grattugiato (se becco chi me l'ha portata in casa non lo invito più)
- mezzo panetto di burro
- mezza fetta di scamorza
vabbé per farla breve ho buttato tutto in padella, con la metà ci ho mischiato le uova e ho farcito la pasta sfoglia e l'ho messa insieme agli amici con cui non ho fatto il capodanno, la sera dopo.
e con l'altra metà ho farcito le lasagne, e le ho messe insieme a un sottoinsieme di cui sopra, il pranzo del giorno dopo ancora.
quando si dice ottimizzare.
apro il frigo e trovo che dalla jam session capodannesca sono rimasti:
- un rotolo di pasta sfoglia pronta all'uso
- un tot di lasagne fresche
- due melanzane
- un peperone
- tre uova
- quattro fette di cotechino
- due cucchiai di lenticchie
- un cespo di trevisana
- mezza busta di parmigiano grattugiato (se becco chi me l'ha portata in casa non lo invito più)
- mezzo panetto di burro
- mezza fetta di scamorza
vabbé per farla breve ho buttato tutto in padella, con la metà ci ho mischiato le uova e ho farcito la pasta sfoglia e l'ho messa insieme agli amici con cui non ho fatto il capodanno, la sera dopo.
e con l'altra metà ho farcito le lasagne, e le ho messe insieme a un sottoinsieme di cui sopra, il pranzo del giorno dopo ancora.
quando si dice ottimizzare.
risotto al-laka-zzo
catteristica principale di questo risotto è la variabilità intrinseca, dato che gli ingredienti o comunque la loro interazione viene decisa sul momento.
a un certo punto ammetto che avevo pensato di metterci del campari.
ma non l'ho fatto.
un giorno però lo farò, è una promessa che faccio a me, mentre a voi prometto che lo farò da solo, senza coinvolgervi. la prima volta almeno.
passiamo a risotto al-laka-zzo di capodanno (in alcune parti dell'egitto questo risotto viene chiamato fig-hasal-atha).
si parte, come per tutti i risotti, imbiondendo della cipolla (in questo caso con poco burro) e facendo tostare il riso, avendo nel fuoco in fianco il sempre fidato brodo di carni del giorno prima (manzo e pollo, carota-sedano-cipolla).
si prosegue gettando brandelli di cuori di carciofo tra un'innaffiata di brodo e un'altra.
a una certa inserisco dei pomodorini che avevo messo precedentemente nel brodo a sbollentare per facilitare l'operazione di spellamento.
susseguentemente decido che sono pochi e allora aggiiungo dei pomodori secchi tagliati al-laka-zzo.
a una certa mi ricordo che devo salare ma non ho voglia e quindi sminuzzo grossolanamente dei capperi sotto sale.
rimesto tutto, noto che il brodo sta finendo, assaggio e decido che va bene.
spengo il fuoco, butto una noce (alla guerrino) di burro e parmigiano-reggiano e manteco.
impiattando è stato aggiunto dell'ottimo prezzemolo avanzato da non so cosa e a scelta una spolverata di parmigiano-reggiano.
1 gennaio 2011
se i giapponesi mangiassero carne
ho un amico giapponese. non so nemmeno come si chiama, perché si firma con un nick. l'ho incontrato in maggio, pedalando verso novi sad. l'ho sorpassato, e salutandolo lui mi ha fatto cenno di femarmi. scambio di mail, qualche chilometro di strada insieme, poi ci siamo salutati.
da allora mi manda, ogni tanto, una mail di saluti: una per l'inizio dell'autunno, una per il natale (dicendo che non sa cos'è ma mi fa gli auguri), una per l'anno nuovo. diche che è l'anno del coniglio, e racconta una storia incomprensibile, deve aver scritto in inglese con il traduttore di google.
questo è tutto quello che so del giappone. so che mangiano pesce crudo arrotolato nelle foglie di alghe. io tutto il pesce crudo lo chiamo sushi, in qualunque forma. forse potrei chiamarlo sushi anche se non fosse pesce.
così ho pensato di fare il sushi di carne.
uno era una tartare con limone, olio, prezzemolo, pepe, grani di senape (li trovate in un negozietto di via vitruvio), cipollotti, scorza di limone. arrotolato in una striscia di melanzana grigliata, e legato da un filo di erba cipollina.
uno era un carpaccio di manzo condito più o meno con le stesse cose, riempito di insalatina e parmigiano, arrotolato e legato da un filo di erba cipollina.
il terzo era andato vitello, ma è tornato manzo. spalmato di salsa tonnata e riempito di sedano e carota tagliati alla julienne. arrotolato e legato da un filo d'erba cipollina.
da allora mi manda, ogni tanto, una mail di saluti: una per l'inizio dell'autunno, una per il natale (dicendo che non sa cos'è ma mi fa gli auguri), una per l'anno nuovo. diche che è l'anno del coniglio, e racconta una storia incomprensibile, deve aver scritto in inglese con il traduttore di google.
questo è tutto quello che so del giappone. so che mangiano pesce crudo arrotolato nelle foglie di alghe. io tutto il pesce crudo lo chiamo sushi, in qualunque forma. forse potrei chiamarlo sushi anche se non fosse pesce.
così ho pensato di fare il sushi di carne.
uno era una tartare con limone, olio, prezzemolo, pepe, grani di senape (li trovate in un negozietto di via vitruvio), cipollotti, scorza di limone. arrotolato in una striscia di melanzana grigliata, e legato da un filo di erba cipollina.
uno era un carpaccio di manzo condito più o meno con le stesse cose, riempito di insalatina e parmigiano, arrotolato e legato da un filo di erba cipollina.
il terzo era andato vitello, ma è tornato manzo. spalmato di salsa tonnata e riempito di sedano e carota tagliati alla julienne. arrotolato e legato da un filo d'erba cipollina.
12 novembre 2010
in forno al capodanno
hai presente quell'ansia che ti prende prima del natale, prima dell'immacolata, prima di (per i milanesi) sant'ambroeus? prima ancora che compaiano le prime luminarie per strada, ma più o meno in contemporanea con l'apparizione dei panettoni al supermercato?
quella che ti dice cosa fai a capodanno? che poi c'è sempre un momento in cui uno pensa in culo tutti, io a capodanno me ne sto a casa da solo con un libro e vado a letto presto. eh ma poi ci si sente soli, si sentono i botti in strada, arrivano i pensieri i bilanci i progetti la solitudine il freddo...
è allora che si cade nella tentazione di accettare inviti dagli amici che si vedono solo a capodanno, magari in ristoranti pessimi che ti spennano in cambio di una cena a base di glutammato e maionese accompagnati da carni e verdure di pessima qualità. o in tristi cene in piedi "ognuno porta qualcosa", così si mangia tutti di schifo, parlando a bocca piena di quanto ha fatto schifo quest'anno e che invece il prossimo, uuuuh!
invece di cadere in quella tentazione, considera che per la prima volta nella storia ci sarà una jam session di cucina capodannesca. si comincia al pomeriggio, si cucina in compagnia, si chiacchiera di cucina e di altro, ci si fanno le coccole (e abbiamo dato prova già sei volte di essere bravissimi), si mangia bene, si beve bene e si va avanti a oltranza tanto poi ci son due giorni di recupero, e in culo tutto il resto.
come sempre, l'invito è esteso a chi avrà partecipato al blog con almeno una ricetta. come eccezionale eccezione alla regola, sarà ammesso un ospite a testa, meglio se cucinante.
i dettagli li vediamo più avanti come sempre, dai.
27 ottobre 2010
i pro e i contro
Ora, io non è che voglia spingere tutti voi ad ospitare una cena del forno, però posso fare un elenco dei contro che si riduce a cazzoquantèbuonalacremebrulèealasciarlascongelare [contro perchè mi sono scofanata tutte e dodici le creme brulèe avanzate e poi mi chiedo perchè ho questo rifiorir di brufoli alla mia età], e dei pro che invece sono 3475647509789, inclusa la creme brulèe che a farla scongelare ridiventa meravigliosamente buona.
E incluso anche l'anello che una delle signore ha scordato qui.
[nota per gli invidiosi: basta scrivere qui una data, il venite quando volete non funziona. Parola di milanese efficentissima]
25 ottobre 2010
apocalypse now
l'obiettivo era chiaro: provarci con miaperfidia.
lei già mi ama, trovare il fuoco per accendere la passione però è un'altra faccenda.
una volta regalato il mio superaccendino alla entusiasta stranastrega, non avevo più strumenti facenti fiamma a disposizione.
decido allora di fare leva sugli ingredienti e tento una mistura erotica/afrodisiaca: curry e 'nduja.
servirli da soli però non si può.
ci accosto quindi petto di pollo a dadini e poca panna.
(petto di pollo rappresentante un grande cuore che batte. per dire)
poi mi avanzava una mela gialla a casa (che io preferisco mangiarle sul verde) e allora penso che anche lei la si poteva tagliare a cubetti.
prendo quindi una padella (magari a bordo alto) e faccio sciogliere lentamente un po' di burro.
depongo i dadini di pollo e aspetto che si cuocia un lato, senza farlo arrossire però.
pazientemente (cosa non si fa per amore) giro un dado alla volta fino a che tutti i lati siano dello stesso colore.
aggiungo sale e curry (a chi non fa male) e unisco i cubetti di mela.
intanto mi taglio dei brandelli di 'nduja da far scioglere lentamente, affinchè l'amalgama sia perfetta.
è esattamente in questo momento che in sottofondo sento distintamente il rumore di elicotteri seguito immediatamente dalla cavalcata delle valchirie.
il pensiero che si forma nella mia testa è: adoro l'odore della 'nduja di mattina... ha il profumo della vittoria.
miaperfidia sarebbe stata mia.
a questo punto aggiungo la panna e la faccio andare un pochetto, giusto per farle fare amicizia con gli altri ingredienti e porto in tavola.
c'è da dire che l'odore era più piccante del sapore e del curry non era rimasta traccia. (calabria 1 - india 0)
c'è da dire che a miaperfidia il piatto è piaciuto particolarmente.
c'è da dire che miaperfidia ha la mononuclesosi e quindi non so se.
lei già mi ama, trovare il fuoco per accendere la passione però è un'altra faccenda.
una volta regalato il mio superaccendino alla entusiasta stranastrega, non avevo più strumenti facenti fiamma a disposizione.
decido allora di fare leva sugli ingredienti e tento una mistura erotica/afrodisiaca: curry e 'nduja.
servirli da soli però non si può.
ci accosto quindi petto di pollo a dadini e poca panna.
(petto di pollo rappresentante un grande cuore che batte. per dire)
poi mi avanzava una mela gialla a casa (che io preferisco mangiarle sul verde) e allora penso che anche lei la si poteva tagliare a cubetti.
prendo quindi una padella (magari a bordo alto) e faccio sciogliere lentamente un po' di burro.
depongo i dadini di pollo e aspetto che si cuocia un lato, senza farlo arrossire però.
pazientemente (cosa non si fa per amore) giro un dado alla volta fino a che tutti i lati siano dello stesso colore.
aggiungo sale e curry (a chi non fa male) e unisco i cubetti di mela.
intanto mi taglio dei brandelli di 'nduja da far scioglere lentamente, affinchè l'amalgama sia perfetta.
è esattamente in questo momento che in sottofondo sento distintamente il rumore di elicotteri seguito immediatamente dalla cavalcata delle valchirie.
il pensiero che si forma nella mia testa è: adoro l'odore della 'nduja di mattina... ha il profumo della vittoria.
miaperfidia sarebbe stata mia.
a questo punto aggiungo la panna e la faccio andare un pochetto, giusto per farle fare amicizia con gli altri ingredienti e porto in tavola.
c'è da dire che l'odore era più piccante del sapore e del curry non era rimasta traccia. (calabria 1 - india 0)
c'è da dire che a miaperfidia il piatto è piaciuto particolarmente.
c'è da dire che miaperfidia ha la mononuclesosi e quindi non so se.
21 ottobre 2010
la ricetta a strati invertiti
quando le ho provate, a casa di un collega che conoscevo appena, erano perfette. il collega, non sospettando che la mia attenzione era già stata sufficiente, mi passò la ricetta. come molti ingegneri, il collega ha dei processi mentali precisi, immodificabili ma tutti suoi. come si può pensare di elencare gli ingredienti dall'alto in basso? pinoli, lardo, lasagna, chévre, lardo, crema di castagne, lasagna, chévre, lardo, crema di castagne, lasagna.
per distinguermi da tanta complessità mentale, e non confondermi con un ingegnere, dovevo cambiare qualcosa. oltre a ribaltare l'elenco dal basso in alto, ho provato con le lasagne fatte con il grano saraceno, e con una granella di noci e pinoli al posto dei soli pinoli.
ah, nella salsina di spinacini frullati con un po' di olio, la prossima volta devo ricordare di metterci il sale!
p.s. ecco le foto della cena del forno!
per distinguermi da tanta complessità mentale, e non confondermi con un ingegnere, dovevo cambiare qualcosa. oltre a ribaltare l'elenco dal basso in alto, ho provato con le lasagne fatte con il grano saraceno, e con una granella di noci e pinoli al posto dei soli pinoli.
ah, nella salsina di spinacini frullati con un po' di olio, la prossima volta devo ricordare di metterci il sale!
p.s. ecco le foto della cena del forno!
19 ottobre 2010
jam session 7. la fredda cronaca.
La giornata è iniziata il giorno prima, con il trasporto delle sedie rosa dalla trattoria (grazie Mario!) a casa ed è proseguita la mattina dopo con il trasporto di 700 litri circa di acqua e birra dal supermercato a qui.
E c'è chi dice che la Smart è piccola, tsk!
Il primo ad arrivare è stato Oltranzista con una stationwagon piena di piatti, posate, tovaglia e tovaglioli (grazie Olt!) oltre a 60 chili di castagne approfitto subito della tua pentola e le metto a lessare.
Subito dopo è arrivata Cassiebbella con quella decina di bottigliette di birra belga che non devono mai mancare nella borsa di una donna di classe.
Papoff ci ha trovato già a tavola con giusto un paio di ciotole colme di beni di conforto e le castagne da sbucciare, compito ingrato cui si è piegato prima di affascinarci con un cuore di petto di pollo così tenero e roseo che doveva essere per forza quello di un pollo bambino.
Cinas ha dato il via all'aperitivo (quella di prima era merenda) con una bottiglia di bolle, mentre Suaperfidia e Ilissili sono giunti giusto in tempo per incontrare quei quattro negroni che ad invitarli fanno tanto politically correct.
Nel mentre le nostre gole venivano bagnate dalla qualsiasi, con una perfezione di gesti e di tempi che ancora mi lascia esterrefatta, si componeva il menù che avrebbe deliziato i nostri palati:
aringhe allattate in insalata,
torta di alici (secondo me vincitrice assoluta della serata),
lasagnette saracene con castagne e lardo e caprino,
crema di ceci con speck e buccia di limone,
involtini di melanzana e branzino,
pollo con curry, mele e 'nduja,
crème brûlée;
'sti cazzi, direi, se non fossi un donnino a modino.
Ovviamente il tutto accompagnato da ciance e risate.
Siete belli, gente.
E c'è chi dice che la Smart è piccola, tsk!
Il primo ad arrivare è stato Oltranzista con una stationwagon piena di piatti, posate, tovaglia e tovaglioli (grazie Olt!) oltre a 60 chili di castagne approfitto subito della tua pentola e le metto a lessare.
Subito dopo è arrivata Cassiebbella con quella decina di bottigliette di birra belga che non devono mai mancare nella borsa di una donna di classe.
Papoff ci ha trovato già a tavola con giusto un paio di ciotole colme di beni di conforto e le castagne da sbucciare, compito ingrato cui si è piegato prima di affascinarci con un cuore di petto di pollo così tenero e roseo che doveva essere per forza quello di un pollo bambino.
Cinas ha dato il via all'aperitivo (quella di prima era merenda) con una bottiglia di bolle, mentre Suaperfidia e Ilissili sono giunti giusto in tempo per incontrare quei quattro negroni che ad invitarli fanno tanto politically correct.
Nel mentre le nostre gole venivano bagnate dalla qualsiasi, con una perfezione di gesti e di tempi che ancora mi lascia esterrefatta, si componeva il menù che avrebbe deliziato i nostri palati:
aringhe allattate in insalata,
torta di alici (secondo me vincitrice assoluta della serata),
lasagnette saracene con castagne e lardo e caprino,
crema di ceci con speck e buccia di limone,
involtini di melanzana e branzino,
pollo con curry, mele e 'nduja,
crème brûlée;
'sti cazzi, direi, se non fossi un donnino a modino.
Ovviamente il tutto accompagnato da ciance e risate.
Siete belli, gente.
18 ottobre 2010
Panoramica
oltranzista ha perso mezzo milione di punti e lui sa perchè. ne ha poi riguadagnati mezzo milione e uno e lui sa perchè.
papoff ha cucinato il piatto più fusion che ci sia. e anche buono. e si va a mangiare assieme, che si abita vicino vicino.
tiziana è stata splendida. e poi è una creativa. e c'ho il senso di colpa per la lavastoviglie, ecco.
cassiera è veleggiata alta e distante. mi ha cazziato perchè ho mangiato doppia razione di crema.
jessica, eh, aveva il cappellino più bello del mondo. e sa fare il cinghiale. e poi.
issili, me lo affitto. un sociologo fa sempre comodo. se poi ha anche le tue idee, ti aumenta l'autostima.
cinas è stato molto molto molto bene.
papoff ha cucinato il piatto più fusion che ci sia. e anche buono. e si va a mangiare assieme, che si abita vicino vicino.
tiziana è stata splendida. e poi è una creativa. e c'ho il senso di colpa per la lavastoviglie, ecco.
cassiera è veleggiata alta e distante. mi ha cazziato perchè ho mangiato doppia razione di crema.
jessica, eh, aveva il cappellino più bello del mondo. e sa fare il cinghiale. e poi.
issili, me lo affitto. un sociologo fa sempre comodo. se poi ha anche le tue idee, ti aumenta l'autostima.
cinas è stato molto molto molto bene.
una domenica passata "infoNdoasinistra"
CONSIGLI DIETETICI PER I PAZIENTI AFFETTI DA INTESTINO IRRITABILE
Il paziente dovrà evitare di consumare o consumare in quantità modiche i seguenti alimenti:
porri, cicoria, cipolla, legumi (piselli, fagioli, ceci, etc.) fagiolini, cavolfiore e, in genere, tutte le verdure "dure", contenenti molto "gambo"
Cachi, uva, fichi, fichi d'india, frutta secca, castagne, zucca, melone, prugne, frutta sciroppata, miele.
Introdurre molti liquidi ma evitare l'alcool, soprattutto superalcolici.
papo: non parla della 'nduja ma ho qualche sospetto cha anche quella non rientri. non è che dentro c'era anche l'acqua della fontana vecchia ?
vi amo. rimangerei tutto anche adesso. era buonissimo.
Indianate
L'arte è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi.
Bruno Munari
Eravam di meno sta volta e allora sembrava più intimo.
O almeno a me è parso così.
Ridere
e poi anche il vino in piccoli portacandele.
Casa/fili/lettere/rubinetti/viola/arancione/pareti/Moira Orfei
Se devo dire qual'è stato il momento più bello
dico quello del caffè bevuto in sei dalla stessa tazza col sapore del campeggio.
La settima non l'ha bevuto,
ma solo perchè aveva appena offerto la creme brulee
che per me, a sto giro, ha vinto il primo premio.
Bruno Munari
Eravam di meno sta volta e allora sembrava più intimo.
O almeno a me è parso così.
Ridere
e poi anche il vino in piccoli portacandele.
Casa/fili/lettere/rubinetti/viola/arancione/pareti/Moira Orfei
Se devo dire qual'è stato il momento più bello
dico quello del caffè bevuto in sei dalla stessa tazza col sapore del campeggio.
La settima non l'ha bevuto,
ma solo perchè aveva appena offerto la creme brulee
che per me, a sto giro, ha vinto il primo premio.
14 ottobre 2010
f (l) o o d
Sarebbe cosa buona se ognuno portasse il vino che accompagna il cibo suo: io mi premuro di avere acqua e birra in abbondanza.
Ho anche delle cocacola, se qualcuno di voi mi supplica posso anche metterle in frigorifero.
E se mi paga non faccio la spia.
4 ottobre 2010
stretti, stretti, nell'estasi d'amor..
Mentendo a me stessa ho deciso che in minicasa possiamo starci in 12 e dato che il totale degli aderenti fa 11 ci staremo quasi larghi..
Essa - minicasa - offre ben poco MA
per sedie, piatti, bicchieri e posate mi farò trovar pronta;
le pentole dovete portarle perchè ne possiedo solo 2;
la cucina consta di 4 fuochi, 1 forno ed 1 bistecchiera elettrica;
utensili mah, se volete esser certi che non manchino portatevi anche quelli;
non ho aceto nè burro;
ho tanto amore, simpatia ed allegria;
e posso anche ospitare due persone.
Ovviamente chi non sa come arrivare in questo paradiso non ha che da scrivermi in pvt.
Ci vediamo il 16.
Ciccini.
il settimo menù
allora che si mangia?
che poi non è che arrivate tutti con l'idea di fare gli spaghetti al pomodoro...
niente di male, eh. anzi ci sarebbe comunque da imparare.
papoff: primo o secondo
oltranzista: primo!
unastranastrega: secondo
miaperfidia: pro-pasto
morfea: secondo
issilli: antipasto
cassiera: dolce
cinas: minestra
sammy: segreto
carvalho: pacco
rebowsky: dice, dice, ma poi non dice più
davider: sparito nella nebbia col suo puledro ed una brasiliana, mi pare
********************************************************************************************************
P.S. da UnaStranaStrega:
Visto che se lo scrivo altrove non mi si fila manco de pezza, provo qui: hey, voi, vi aspetto a casa mia, facciamo che dalle quattro in poi sono aperta ma se qualcuno arriva prima basta che citofoni forte ed io mi sveglio.
Indicazioni di massima per chi arriva in macchina: tangenziale uscita Forlanini (la stessa di Linate ma non verso l'aeroporto). per chi arriva in treno: ti si viene a prendere; per tutti, se non ricordate l'indirizzo chiedetemelo.
che poi non è che arrivate tutti con l'idea di fare gli spaghetti al pomodoro...
niente di male, eh. anzi ci sarebbe comunque da imparare.
papoff: primo o secondo
oltranzista: primo!
unastranastrega: secondo
miaperfidia: pro-pasto
morfea: secondo
issilli: antipasto
cassiera: dolce
cinas: minestra
sammy: segreto
carvalho: pacco
rebowsky: dice, dice, ma poi non dice più
davider: sparito nella nebbia col suo puledro ed una brasiliana, mi pare
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P.S. da UnaStranaStrega:
Visto che se lo scrivo altrove non mi si fila manco de pezza, provo qui: hey, voi, vi aspetto a casa mia, facciamo che dalle quattro in poi sono aperta ma se qualcuno arriva prima basta che citofoni forte ed io mi sveglio.
Indicazioni di massima per chi arriva in macchina: tangenziale uscita Forlanini (la stessa di Linate ma non verso l'aeroporto). per chi arriva in treno: ti si viene a prendere; per tutti, se non ricordate l'indirizzo chiedetemelo.
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