4 novembre 2009

pelate e balotte

com'era che faceva? ricordo appena, il gesto più bello era quello di far girare la castagna nella mano girata verso il basso, con le dita a cestello, per farla raffreddare. un bicchiere di vino o di latte, a seconda del caso. balotte con la buccia, pelate senza. il resto era solo acqua e odori. facile da fare, meno da ricordare. quelle più grandi si pelavano lasciando la buccia sottile, quelle più piccole andavano da sole in una pentola diversa. ma cos'altro c'era?
alloro, credo. dal ricordo dell'odore. gli odori non si ricordano di per sé, si portano dietro altri ricordi, che non è la stessa cosa. poi ci dovevano essere i semi di finocchio. poi se c'era qualcos'altro non lo ricordo più.
ho provato ad aggiungere un chiodo di garofano e un pezzetto di cannella, e la casa si è riempita di un profumo caldo e morbido, avvolgente. come se da qualche parte ci fosse stato un camino, o una stufa.
la buccia delle pelate va tolta subito, da calde. altrimenti non si stacca più. e comunque le castagne fredde non sono buone. bisogna che siano calde, roventi, bisogna soffiare tenendole in bocca per sentirne i sapori di bosco. le balotte, bollite con tutta la buccia, si tagliano in due con i denti e poi si spremono in bocca. farinose e calde. una castagna e un sorso di vino, una castagna e un sorso di vino. con le luci basse, parlando sottovoce.

4 commenti:

  1. se è stato 2 martedì fa, abbiamo mangiato assieme. ma in due posti diversi...

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  2. oppure parlavi talmente sottovoce che non ti ho sentito.

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  3. nell'acqua io ci metto anche delle foglie di alloro.

    e poi le mangio col cucchiaino, come i bimbi.

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  4. alloro, allora?
    anche io, light.

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