12 ottobre 2010

Il Fagiano

L’hai mangiato in tutti i modi, arrosto, col risotto stile ossobuco alla milanese, farcito, tritato in un ottimo patè.
Un giorno qualcuno ti dice, alla panna?
Prima di colpirlo con una roncola ci ragiono, vabbeh che sarà mai, qualcosa di semplice e magari veloce.
Ho passato la gioventù a mangiare fagiani che mio padre portava a casa impallinati la domenica sera, ora che me ne hanno regalato uno invento una ricetta.
Il fagiano è un animale nobile, ma francamente spennarlo ed eviscerarlo è un lavoro del diavolo, per cui le alternative sono due, avere un amico in cascina, rivolgersi al macellaio a pagamento (e mica tutti lo fanno).
Fortunatamente vado sotto la prima opzione e la bestia mi viene restituita intonsa.
Con un bel trinciante affilato lo faccio a pezzi, poi metto in piedi la consueta marinatura stile carne alla griglia, olio EV, odori vari, sale/pepe, ripongo in casseruola, poi in frigo per una notte.
La domenica mattina è l’ideale per riempire la casa di odori di cucina.
Scalogno tritato e olio in padella, passo i pezzi di fagiano in farina e li faccio rosolare, sfumo con un bicchierino di brandy e tolgo i pezzi, aggiungo nella padella panna abbondante e restringo mescolando bene.
Rimetto in padella il fagiano fino a cottura ultimata.
Ottimo contorno possibile, funghi trifolati.

Due consigli per chiudere:
Inferno della Valtellina per accompagnare.
Quando si mangia un selvatico non di allevamento sempre attenzione ai pallini sotto i denti.

2 commenti:

  1. è che a me piace assai quando sono in campagna a pedalare e mentre passo vedo un fagiano che si alza in volo, pesante e un po' scomposto. vada per l'allevamento, toh.
    ah, dimenticavo: buona caccia.

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  2. qui m'inchino...per l'inferno.

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