9 gennaio 2009

la gallina oltre il brodo

Comprare una gallina e cucinarla in acqua salata con sedano, carota e cipolla. “Ma così ci faccio il brodo! “ esatto, ma andiamo oltre. Ascoltando “Ciapa la Galeina” si tolgono pelle ed ossa e si sfiletta la signora vecchia ma buona. A questo punto bisogna essere disposti al pianto perché affettare un kilo e mezzo di cipolle ha un effetto lacrimogeno su tutti i possessori di ghiandole lacrimali.  Si cucina la cipolla senza fretta con un po’ d’acqua un po’ di olio, un paio di foglie di alloro, qualche grano di pepe ed un po’ di ginepro, quando la cipolla è morta ( che cotta, per una che ti ha fatto piangere così è limitativo ) si spegne la fiamma si aggiunge un po’ di aceto, un po’ di zucchero, dei pinoli e l’uvetta ( che io per questa ricetta preferisco quella un po’ più grande e bianca, ammollata in acqua con un goccino di brandy ). Si depone l’alloro nel secchio dell’umido e si fanno in una terrina, o simil, strati di gallina e cipolla fino ad esaurimento scorte. La gallina in saor deve riposare almeno due giorni in frigo, per poi essere consumata a temperatura ambiente. Nel frattempo, da mangiare, c’è sempre rimasto il brodo.

3 commenti:

  1. io affetto le cipolle con la maschera da sub.

    sì, sono ridicola quando lo faccio e no, non piango più

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  2. utente anonimo12 gennaio 2009 01:17

    La gallina in saor, dopo 20 anni trascorsi a Treviso questa non l'avevo ancora sentita....e mi convince pure, più delle sarde che purtroppo a me non piacciono.

    Il brodo, beh in questo caso non è una " magra" consolazione.

    Bell'idea, complimenti.

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