IngredientiUna festa a cui andare e portare qualcosa di salato
Pochissimo tempo
Due uova
Un rotolo di pasta sfoglia salata
Un barattolo di pesto già fatto dal signor Coop (o da chi vuoi te, ma se hai poco tempo come ho scritto a riga due ti sconsiglio di fartelo sul momento)
250 gr di stracchino
3 cucchiai di parmigiano
Come si faStendere rotolo di sfoglia su teglia rotonda. Cospargere sfoglia di stracchino e parmigiano. In contenitore a parte sbattere pesto e uova insieme e colare il composto sopra la teglia. Tutto in forno a 180°C. Vai a farti una doccia (però non ti lavare i capelli, che se poi devi farti la piega non c'è tempo). Mettiti la crema, vestiti e più o meno la torta è pronta. Sfornala (attento che scotta) e infilala in un sacchetto. Corri alla festa che sei in ritardo. Se la festa è a dicembre la pizza arriverà tiepidina giusta giusta per essere divorata dagli ospiti.
22 dicembre 2008
birra e punte di trapano
perchè a volte ti capita di mangiare una cosa in trattoria e di passare il tempo a ragionare su come sia stato fatto un certo piatto...
così in una domenica di birra e punte di trapano, alla fine ci vuol poco a tirar fuori dal frigo i quattro carciofi e a svolgerli sul tagliere per poterli sminuzzare quanto più possibile, li mando avanti con aglio a stufare fino a che non si stufano...
nell'acqua butto pappardelle giesse per sei minuti di cottura, prima che siano cotte le pappardelle aggiungo fettine di guanciale tagliate sottili ai carciofi, poi scolo e mescolo le pappardelle ai carciofi e al guanciale, sciolgo in un po di acqua della pasta un pezzo di gorgonzola, lo mescolo e lo aggiungo, poi spengo tutto e lascio lì coperto per il tempo di una sigaretta...
metto nel piatto con una grattata di pepe e una di parmigiano.
così in una domenica di birra e punte di trapano, alla fine ci vuol poco a tirar fuori dal frigo i quattro carciofi e a svolgerli sul tagliere per poterli sminuzzare quanto più possibile, li mando avanti con aglio a stufare fino a che non si stufano...
nell'acqua butto pappardelle giesse per sei minuti di cottura, prima che siano cotte le pappardelle aggiungo fettine di guanciale tagliate sottili ai carciofi, poi scolo e mescolo le pappardelle ai carciofi e al guanciale, sciolgo in un po di acqua della pasta un pezzo di gorgonzola, lo mescolo e lo aggiungo, poi spengo tutto e lascio lì coperto per il tempo di una sigaretta...
metto nel piatto con una grattata di pepe e una di parmigiano.
13 dicembre 2008
menù in bianco e nero
Si va al mercato di Porta Palazzo dopo le dieci e mezza, che suona la campanella e tutti possono entrare all'ittico.
Si acquistano delle seppie "nere", ovvero quelle non pulite -si lascia che le seppie sbiancate con l'ammoniaca rimangano ad altri- e ci si prepara a macchiarsi le unghie e le mani ma assicuro: il risultato è strepitoso.
Dunque ora faccio: metto le seppie nel lavandino (spero che siano già morte, da poco ma comunque morte perché una volta mi è capitato di sforbiciarne una e stavo per morire di dolore, io. la seppia anche) e separo la testa dal corpo. Tolgo le alette e la pelle e l'interno, preservando il fegato e il sacchetto del nero e mettendoli da parte.
Della testa salvo i tentacolini e una piccola porzione posteriore, eliminando il becco e gli occhi.
Infine taglio tutto a striscioline.
Soffriggo nell'olio aglio, prezzemolo, pomodoro secco sotto sale e peperoncino (i pomodori secchi me li faccio mandare dai miei amici sardi almeno due volte l'anno: sono immancabili!) e metto le seppie in tegame.
Rimesto bene a fuoco deciso e aggiungo un bel bicchiere di vino bianco. Lascio evaporare e poi aggiungo un bicchiere abbondante di passata di pomodoro (se è periodo è meglio passare i pomodori freschi, ovviamente).
Regolo di sale (anche quello me lo faccio mandare dai miei amici sardi: il sale marino sardo è perfetto) e aggiungo i fegatini e i sacchettini del nero. Io provvedo a tagliarli, in modo che il nero si amalgami perfettamente alla salsa senza rapprendersi.
Raccomando un mestolo di legno "dedicato", visto che il colore e il profumo non andranno mai più via.
Abbasso la fiamma e lascio cuocere coperto per una ventina di minuti.
Le soluzioni possibili sono molteplici:
- si mangiano così, da sole;
- si usano come base per il risotto;
- si condiscono gli spaghetti (ho detto spaghetti e non tagliolini o altre cose piatte, per me immangiabili).
In tutti i casi sono ottimissime.
Si acquistano delle seppie "nere", ovvero quelle non pulite -si lascia che le seppie sbiancate con l'ammoniaca rimangano ad altri- e ci si prepara a macchiarsi le unghie e le mani ma assicuro: il risultato è strepitoso.
Dunque ora faccio: metto le seppie nel lavandino (spero che siano già morte, da poco ma comunque morte perché una volta mi è capitato di sforbiciarne una e stavo per morire di dolore, io. la seppia anche) e separo la testa dal corpo. Tolgo le alette e la pelle e l'interno, preservando il fegato e il sacchetto del nero e mettendoli da parte.
Della testa salvo i tentacolini e una piccola porzione posteriore, eliminando il becco e gli occhi.
Infine taglio tutto a striscioline.
Soffriggo nell'olio aglio, prezzemolo, pomodoro secco sotto sale e peperoncino (i pomodori secchi me li faccio mandare dai miei amici sardi almeno due volte l'anno: sono immancabili!) e metto le seppie in tegame.
Rimesto bene a fuoco deciso e aggiungo un bel bicchiere di vino bianco. Lascio evaporare e poi aggiungo un bicchiere abbondante di passata di pomodoro (se è periodo è meglio passare i pomodori freschi, ovviamente).
Regolo di sale (anche quello me lo faccio mandare dai miei amici sardi: il sale marino sardo è perfetto) e aggiungo i fegatini e i sacchettini del nero. Io provvedo a tagliarli, in modo che il nero si amalgami perfettamente alla salsa senza rapprendersi.
Raccomando un mestolo di legno "dedicato", visto che il colore e il profumo non andranno mai più via.
Abbasso la fiamma e lascio cuocere coperto per una ventina di minuti.
Le soluzioni possibili sono molteplici:
- si mangiano così, da sole;
- si usano come base per il risotto;
- si condiscono gli spaghetti (ho detto spaghetti e non tagliolini o altre cose piatte, per me immangiabili).
In tutti i casi sono ottimissime.
11 dicembre 2008
Chi odia il natale si organizza per tempo
allora, chi c'è c'è, chi non c'è amen, chi è indeciso potrebbe esserci e noi lo si aspetta.
Luogo: a casa di giunetta, dove non ci sono sedie, piatti, bicchieri e men che meno forchette, ma è un dettaglio insignificante.
tempo: sabato 20, all'ora che volete voi (chi ritarda al più non trova le sedie)
cosa: io faccio i pirottini e le pizzette (che però forse compro, ma non so, ancora non ho deciso).
Cerco un babbo natale da appendere. Però per il collo.
Salvia : avvisi tu K?
Lise: avvisi tu metro?
Luogo: a casa di giunetta, dove non ci sono sedie, piatti, bicchieri e men che meno forchette, ma è un dettaglio insignificante.
tempo: sabato 20, all'ora che volete voi (chi ritarda al più non trova le sedie)
cosa: io faccio i pirottini e le pizzette (che però forse compro, ma non so, ancora non ho deciso).
Cerco un babbo natale da appendere. Però per il collo.
Salvia : avvisi tu K?
Lise: avvisi tu metro?
6 dicembre 2008
l'onere del buco
mi accingo qui, nel santuario delle ricette alternative, a chiedere aiuto per l'annosa questione che mi toglie il sonno :
Vorrei fare i biscotti di natale da appendere, quelli belli color caramello colla glassa. Non quelli che si mangiano, smettetela di sbavare, quelli da appendere. Che se non ricordo male sono un po' più duri perché devono resistere a babbo natale, le renne la stella cometa e tutto il resto. Avendo io poca dimestichezza con le tradizioni devo appellarmi a voi (che fate finta di essere alternativi ma queste cose le sapete...)
le domande sono due :
1) la ricetta dell'impasto cemento se qualcuno ce l'ha
2) il buco. cosa metto nel forno per fare il buco nel biscotto. Un proiettile ? Una pallina magnetica ? il dito di dragonball? Mi sembrano tutte idee del c.
2) il buco. cosa metto nel forno per fare il buco nel biscotto. Un proiettile ? Una pallina magnetica ? il dito di dragonball? Mi sembrano tutte idee del c.
Prego fornire indicazioni in merito. Si accettano anche blogger che si vogliano arrampicare fin qui (una slitta e tre cani dovrebbero bastare) per infilare le mani nella betoniera che realizzerà il fantomatico blob.
Regards,
v.
28 novembre 2008
Io odio il natale
(ma no le cene di natale)
(e men che meno i pirottini dolci di natale).
Lise.charmel, l'altra sera, mi ha detto: ma quest'anno la *cosa* di natale potremmo farla da ta!
Certo, la si fa da me!
Io ci metto la casa, e i pirottini.
Casa mia non ha piatti. Cioè, ne ha 12, 4 piccoli, 4 piani, 4 fondi.
E non ha nulla per ascoltare la musica, se non il poddone, al più ogni tanto ci scambiamo le cuffiette.
io direi o sabato 20 (cena)
o domenica 21 (cena o merenda con aperitivo - merenditiva?)
Chi vuol venire, è il benvenuto.
Chi non ci potrà essere, sarà comunque il benvenuto.
che qualcuno avverta erbasalvia!
(e men che meno i pirottini dolci di natale).
Lise.charmel, l'altra sera, mi ha detto: ma quest'anno la *cosa* di natale potremmo farla da ta!
Certo, la si fa da me!
Io ci metto la casa, e i pirottini.
Casa mia non ha piatti. Cioè, ne ha 12, 4 piccoli, 4 piani, 4 fondi.
E non ha nulla per ascoltare la musica, se non il poddone, al più ogni tanto ci scambiamo le cuffiette.
io direi o sabato 20 (cena)
o domenica 21 (cena o merenda con aperitivo - merenditiva?)
Chi vuol venire, è il benvenuto.
Chi non ci potrà essere, sarà comunque il benvenuto.
che qualcuno avverta erbasalvia!
26 novembre 2008
post it
Altrimenti finisce che me lo dimentico e quale posto migliore per lasciare questo appunto? Anzi, quale posto migliore per supporre una ricetta di cui vengon dati solo gli ingredienti?
Risotto zola e melagrana.
Io i chicchi li spargerei alla fine.
Risotto zola e melagrana.
Io i chicchi li spargerei alla fine.
24 novembre 2008
Il saggio dice che il manzo è andato ed è tonnato
Il grande maestro Sal On Deturin sedeva ai margini del bosco immerso nel silenzio della meditazione. Erano oramai giorni che non comunicava, che non dormiva e nemmeno mangiava. Qualcuno si chiedeva sospettoso come facesse anche con altre funzioni vitali, ma ciò dava prova della sua superiorità. Alcuni allievi gli portarono dei cibi in offerta che gli non toccava e questi si accumulavano ai piedi del saggio. Giunse una ragazzina con piccolo piatto, sul quale c'era un piccolo rotolino di carne che porse allo sguardo vacuo del maestro. Il vecchio come un camaleonte srotolò la lingua e inghiotti il boccone. Tutti rimasero stupiti, il maestro spiego: "nell'universo esistono equilibri che gli uomini chiamano numeri, i cuochi pesi o volumi, i sarti metri. Ma l'eleganza è nel piccolo come nel grande. Non c'è discrepanza tra il tuorlo di due uova e cento grammi di tonno sottolio sgocciolato. Non c'è inimicizia tra un cucchiaino di capperi e un'acciuga. Tra un filo d'olio, una spruzzata di limone e pizzico di sale non può esserci che equilibrio. Immaginate il caos fattosi lame rotanti che mischia il tutto finché la materia non sembra liquido e il liquido materia. Ciò che ottenere si può avvolgere in una piccola fetta di carpaccio di manzo. L'universo gioisce nell'immensamente grande e nell'immensamente piccolo". La ragazzina titubante aggiunse "il limone e l'olio condiscono anche fuori dall'universo" e tutti applaudirono. Poi un uomo disse "occorre avere il caos dentro per far nascere una stella danzante" e lo presero a pietrate.
come profumare una casa e mettere di pessimo umore il moroso
Occorre innanzitutto un impegno per cena al quale il moroso non intende partecipare. Il suddetto moroso quindi metterà il muso e ripeterà per l'intero pomeriggio: "Mi lasci sempre da solo".
Ridurre a quadretti mezzo panetto di burro e lasciarlo dentro una ciotola. Andare a fare un po' di coccole al moroso immusonito, intanto che il burro si ammorbidisce. Piantare il moroso sul più bello e dedicarsi a impastare il burro con uguale quantità di zucchero.
Rispondere: "Sei tu che non vuoi venire" all'ennesima lamentela del moroso.
Aggiungere all'impasto 4 tuorli in sequenza, tenendo da parte gli albumi. Mescolare ben bene, che verrà fuori una pallottola giallastra e zuccherosa. Aggiungere farina nella stessa quantità dello zucchero. Montare a neve gli albumi e incorporarli piano piano all'impasto. Fare in modo che non si smontino.
Dividere l'impasto in due e a una delle due metà aggiungere due cucchiai di cacao. Imburrare uno stampo da plum-cake e riempire lo stampo alternando i due impasti.
Con l'avanzo degli impasti riempire una teglia di muffin. Verranno un po' piccini, ma saranno una buona consolazione per il moroso.
Cuocere in forno a 190°C per 50 minuti (i muffin solo per 30). La casa si riempirà del profumino delizioso della torta. A fine cottura dire al moroso: "Usciamo?". Girovagare inutilmente per un'ora e farsi portare dall'immusonito moroso al luogo della cena.
Nel suddetto luogo, sformare il plum cake e spolverizzarlo di zucchero a velo.
Buona cena.
Ridurre a quadretti mezzo panetto di burro e lasciarlo dentro una ciotola. Andare a fare un po' di coccole al moroso immusonito, intanto che il burro si ammorbidisce. Piantare il moroso sul più bello e dedicarsi a impastare il burro con uguale quantità di zucchero.
Rispondere: "Sei tu che non vuoi venire" all'ennesima lamentela del moroso.
Aggiungere all'impasto 4 tuorli in sequenza, tenendo da parte gli albumi. Mescolare ben bene, che verrà fuori una pallottola giallastra e zuccherosa. Aggiungere farina nella stessa quantità dello zucchero. Montare a neve gli albumi e incorporarli piano piano all'impasto. Fare in modo che non si smontino.
Dividere l'impasto in due e a una delle due metà aggiungere due cucchiai di cacao. Imburrare uno stampo da plum-cake e riempire lo stampo alternando i due impasti.
Con l'avanzo degli impasti riempire una teglia di muffin. Verranno un po' piccini, ma saranno una buona consolazione per il moroso.
Cuocere in forno a 190°C per 50 minuti (i muffin solo per 30). La casa si riempirà del profumino delizioso della torta. A fine cottura dire al moroso: "Usciamo?". Girovagare inutilmente per un'ora e farsi portare dall'immusonito moroso al luogo della cena.
Nel suddetto luogo, sformare il plum cake e spolverizzarlo di zucchero a velo.
Buona cena.
Di viaggi e di assaggi
Ricetta complicata, questa. Perchè occorre avere un'amica campana che vive a Roma, occorre andarla a trovare un fine settimana ed occorre avere spazio in valigia per una mezza zucca che arriva dall'orto della sua mamma. Poi occorre avere un fratello che organizza un contest di lasagne ed una delle lasagne dev'essere di zucca e funghi e devi pensare ùh, buoni insieme. E poi occorre partecipare ad un blog di cucina ed alla cena nata da detto blog ed infine amare le zuppe.
A tutto questo occorre aggiungere due porri fatti soffriggere nell'olio, farli raggiungere dalla zucca e poi coprire il tutto con brodo vegetale. Far cuocere il tempo di una ceres e buttarci dentro dei porcini secchi fatti rinvenire in acqua (50 grammi, perchè i 100 che ci ho messo io sono davvero troppi), continuare la cottura il tempo di quattro chiacchiere e poi passare con il minipimer.
[io non posso più vivere senza minipimer, non so come ho fatto sinora, datemi un minipimer e conquisterò il mondo].
Impiattare e tentare delle decorazioni con panna: la stella somiglierà al guano di piccione, il quadrato ad un ideogramma, il cerchio ad un Mirò e Dio invece viene proprio bene; immensa soddisfazione il gocciolamento ab cazzum e gli altri due non li ricordo.
Così a naso direi che la panna può anche essere buttata nel pentolone e rimestata lì, ma non vorrai mica mortificare l'artista che c'è in te?!
A tutto questo occorre aggiungere due porri fatti soffriggere nell'olio, farli raggiungere dalla zucca e poi coprire il tutto con brodo vegetale. Far cuocere il tempo di una ceres e buttarci dentro dei porcini secchi fatti rinvenire in acqua (50 grammi, perchè i 100 che ci ho messo io sono davvero troppi), continuare la cottura il tempo di quattro chiacchiere e poi passare con il minipimer.
[io non posso più vivere senza minipimer, non so come ho fatto sinora, datemi un minipimer e conquisterò il mondo].
Impiattare e tentare delle decorazioni con panna: la stella somiglierà al guano di piccione, il quadrato ad un ideogramma, il cerchio ad un Mirò e Dio invece viene proprio bene; immensa soddisfazione il gocciolamento ab cazzum e gli altri due non li ricordo.
Così a naso direi che la panna può anche essere buttata nel pentolone e rimestata lì, ma non vorrai mica mortificare l'artista che c'è in te?!
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