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18 agosto 2011

La ricetta in cartolina

Al bar della Triennale il marito ha scovato una cartolina con su una ricetta di una frittata di zucchine. 
Tu ieri l'hai rifatta abbastanza simile, solo ci hai messo l'emmenthal al posto della mozzarella di bufala e non hai messo le carote. 
Però forse, come diceva la cartolina, servirla fredda o tiepida era meglio, specie perché ieri si moriva di caldo.

4 novembre 2010

Melanzane all'ischitana

La settimana scorsa ho deciso di mettermi a dieta e oggi per la prima volta, a 25 anni suonati, ho mangiato da McDonald's (un Big Mac).

La cosa mi crea contrasti interni che esorcizzerò con una ricetta sia antidietetica sia genuina: Melanzane all'ischitana.

Questa ricetta me l'ha insegnata una ragazza di Ischia. In realtà me ne ha insegnate due diverse, ma vi dirò solo quella che mi è piaciuta di più.

Servono:

- melanzane
- cipolle
- salsa di pomodoro
- mozzarelle
- un uovo
- farina
- un sacchetto per surgelare
- olio
- sale

Prima di tutto la melanzana va fatta a fette, di lungo e in numero pari. L'uovo bisogna sbatterlo e usarlo per "ungere" le fette di melanzana, ma prima pensiamo al sugo, che si fa con le cipolle e la salsa di pomodoro. Appunto, si fa con le cipolle e la salsa di pomodoro. Non credo ci sia da aggiungere altro.

Le melanzane, dicevamo, a questo punto sono "sporche" di uovo sbattuto. Ora si mette della farina in un sacchetto per surgelare (giuro: la ragazza di Ischia ha fatto così), si infila una fetta di melanzana "invuovata" e si agita il sacchetto finché la farina non si incolla all'uovo. Così per tutte le fette. Questa era la parte più divertente della ricetta.

Fatto questo bisogna friggerle tutte. Poi si fa a fette la mozzarella e si prepara il tutto per essere infornato: prima una fetta di melanzana fritta, poi uno strato di mozzarella, poi ancora una fetta di melanzana fritta e poi il sugo. E così via.

Sono pesanti, ma ne vale la pena.

L'altra versione, comunque, è quasi uguale: invece del sugo ci vanno i pomodorini conditi con olio sale e origano, all'uscita dal forno. Anzi, mi viene il dubbio che forse anche il sugo vada messo all'uscita dal forno. Mi informo meglio. Restate in linea, vi terrò aggiornati.

21 luglio 2010

Pasta fredda che di questi tempi è oro che cola

Prendete delle penne le fate cuocere, tenendole al dente, perchè io sono per la pasta al dente.
A parte nel forno cuocete un peperone rosso, quando è pronto lasciatelo raffreddare nel forno, verra mille volte meglio da spellare in seguito.
Tagliate a cubetti del prosciutto cotto comprato in una fetta unica, le olive verdi o nere denocciolate, due pomodori maturi a cubetti e della mozzarella...io ho comprato le orecchiette di mozzarella e aggiungete l peperone precedentemente spellato e tagliato a listarelle, condite con olio sale, pepe e origano e aggiungete le penne raffreddate sotto l'acqua corrente,mescolate il tutto coprite e tenete un oretta in frigo per farla insaporire.

[Se avanza, potete benissimo fare aggiunte in seguito d'ingredienti...io oggi per esempio metterò del tonno...]

3 luglio 2010

la mozzarella in carrozza


Ci sono giorni in cui della ciccia non me ne frega assolutamente niente -giorni...diciamo momenti, quelli in cui ho comunque voglia di qualcosa che non sia becchime o verdurame- e allora mi si apre il mondo del fritto.

Non so perché questa pietanza abbia questo nome ma so per certo che quando la mangio mi sento come cenerentola prima di mezzanotte.

Dunque, colta da questo momento ciccia-free prendo su una mozzarella, la guardo per sincerarmi che non diventi blu (ma è di bufala, al limite è colma di diossina e quella mica si vede) e la taglio a fette.

Preparo quattro piatti: in uno il latte, nell'altro l'uovo sbattuto, nel terzo il pan grattato.
Prendo le fette di pane bianco (quello confezionato, ché quando mi prende il momento ciccia-free non ho mai pane vero in casa), ci metto dentro qualche fettina di mozzarella e le faccio imbibire un pochino di latte; subito dopo passaggio nell'uovo e infine nel pan grattato, come se fossero delle milanesi.
Il quarto piatto serve a posare il risultato prima che esso vada in padella.

Oh certo, in una bella padella d'olio buono e abbondante e alla temperatura giusta (il buono non prevede mai l'olio di semi), aiutandomi con una spatola, metto a friggere le bontà, pochi minuti da una parte e dall'altra.

Et voilà!

7 maggio 2010

La farfalla in islanda e le arance a...

.. qualcosa che finisce in -ate, lo ammetto, non lo ricordo più. Ma potrei chiedere a Motorumorista che dissicuro sì (va bene, ho alzato l'insulto, puoi schiacciare).

Insomma, gli è che il vulcano maiale ha eruttato, io ci ho messo del mio ed anzichè in Egitto sono finita in Sicilia.
E poi torno, mi ritrovo nelle brume fredde e come consolazione decido che provo a fare l'unica cosa che non ho ingollato in quella settimana di cibi squisiti: gli arancini.
Vegetariani, perchè ci doveva essere la cognata che non mangia carne.

E la sera prima lesso il riso in poca acqua perchè si deve assorbire tutta e lasciargli la colla di tutto il suo amido, poi ci mischio tre turli d'uovo, lo zafferano e del pecorino.

Il giorno dopo, a -ate, affronto il forno meno userfriendly dell'universo, tento di grigliare le melanzane e poi - sconfitta dai troppi pulsanti (nessuno con un disegno somigliante ad una griglia, per altro) - opto per la padella, tanto dovevo preparare anche il sugo con quella meraviglia di pomodorini che arrivavano da laggiù; taglio a dadini una mozzarella e ci mescolo del tonno.

Il resto è giocare a fare le pallette, che poi è una cosa che da piccola facevo col fango, ho voluto anche il dolceforno per cuocere le polpette di fango, ma adesso che sono grande ho potuto giocare con l'olio bollente. Hà.