Se solo avessero conosciuto l’antefatto, quei canuti avventori del bar della piazza non mi avrebbero guardato come un marziano solo perché ho avuto l’istinto di uscire dal finestrino della macchina come se fossi stato sul Generale Lee… Eh si, perché solo qualche ora prima casa mia sembrava il laboratorio clandestino dello Zio Jesse con cui distilla illegalmente whisky.
Ok, non c’erano gli alambicchi e l’altra strumentazione necessaria ma solo qualche pentola e qualche bottiglia di alchool puro.
Va bene che questo alchool non era illegale ma è stato frutto dell’ultima gita a Livigno (però dai, un pochino irregolare lo era). Anche le arance non erano 'regolari', le ho comprate da quei camioncini abusivi ai bordi delle strade, quelli che le portano direttamente dalla Sicilia. Senza scontrino. È abbastanza fuorilegge così?
E poi durante la preparazione avevo pure una camicia di flanella a quadri sdrucita, salopette e ascoltavo la musica country di John Denver (non è vero, ma nel quadretto ci stava).
Comunque si, mentre dosavo zucchero (3/4 di kg), acqua e alchool (1+1 litro ), mentre ‘pelavo’ la buccia delle 6 arance (guai a lasciare un filo di bianco sotto la scorza, altrimenti lascia quel fastidioso sapore amarognolo) mi sono sentito un po’ un contrabbandiere del profondo sud. Ora non mi resta che sedermi su di una botte in legno e giocare a fare canestro dentro una tinozza con i tappi delle damigiane, nel mentre aspetto che sia pronto questo Arancello, come facevano i produttori di Jack Daniel’s nel Tennessee.
Ops, ho fatto un post alchoolico. Forse ho invertito la tendenza, ma non vuole essere un post discriminante. Poi dai, l’Arancello non ha una gradazione elevatissima. Di norma…