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6 aprile 2013

scuola di cucina

mentre finisco di tirare la sfoglia, grattugi il pecorino?
tutto?

e adesso?
adesso fai la gricia?
non so cos'è
olio, tanta cipolla e pancetta
cipolla a pezzetti o striscioline?
striscioline
va bene così?
[senza girarsi]
e la pancetta? pezzetti così?
[sempre di spalle]
ma quando è pronta?
quando ti sembra un sugo.

mentre le tagliatelle cuociono metto il pecorino in una ciotola

ah, non dovevo metterlo a tavola?
sì, ma un po' serve a me

aggiungo acqua di cottura, pepe, verso la crema sulla pasta condita di pancetta.

le tagliatelle alla gricia vincono sull'invidia e sull'odio.
[mi piace chiudere le lezioni con una grande frase]
[questa forse la metto come firma nelle email]

4 gennaio 2011

Lenticchie Uber Alles


Avrebbe dovuto essere un'armata in rivolta, migliaia di lenticchie corazzate in lotta per liberarsi da una schiavitù millenaria: quella del contorno! La strategia è stata ben pianificata, però l'esito imprevisto del traffico culinario ha spostato la loro marcia alla fine proprio accanto al loro feticcio per eccellenza: il cotechino!
La prima fase ha messo in campo le avanguardie "cubetti di pancetta" a rosolare nell'olio, ricoperte da un trito mimetico di scalogno, carota e sedano. Quando i profumi hanno conquistato l'aria le lenticchie assaltano con mezzi da sbarco navigando su di un mestolo di brodo (detto acqua e dado vegetale in codice N.A.T.O.). Fa da rinforzo una cucchiaiata abbondante di passata di pomodoro e una foglia di alloro. Nascoste dal coperchio restano in agguato nel tegame quanto serve per cuocere.
Alla fine si lanciano orgogliose, ma incontrano stomaci pieni e palati saturi, tentano una ritirata nel frigo ma vengono scovate e liquidate definitivamente la sera stessa. Gloria a(l)loro!

26 luglio 2010

romanismi alternativi

io volevo solamente dire che la pasta alla gricia
fatta con il latte di soia al posto di quello vaccino
viene una merda.

23 giugno 2010

veliko pivo

tre settimane in iyjugoslavia (scegliere un'iniziale a piacere) sono a base di cevapi (o cevapcici, ma non dove li hanno inventati, pare). carne, cipolla e pane. roba da scorbuto. ho voglia di verdure, vitamine, sali.
con immenso piacere torno a casa e trovo che l'amico serbo mi ha riempito il frigorifero un po' di tutto. ci metto poco a pensare che quello che è in casa mia posso mangiarlo, al limite lo si ricompra. comincio con una vaschetta di pancetta (affumicata, ma non avrei avuto remore con una dolce) a sfrigolare e a far appassire una cipolla. apro la birra. bevo un sorso e aggiungo una melanzana, due zucchine, un peperone, due patate (piccole, altrimenti una, penso mentre le taglio). tutto con calma, lasciando frrrrrisciare quello che è già dentro e chiedendomi quale sia l'ordine giusto (ne avevo già scritto, credo. non ho ancora imparato). sorso di birra. due pomodori secchi sminuzzati. scorro le spezie e scelgo paprika, curry, alloro, maggiorana (non a caso ma quasi). guardo con soddisfazione e penso che se non ci metto qualcosa di umido si attacca... prima di pensare all'acqua ci rovescio dentro la lattina.
ci sta tutta. e pure bene.

(adoro scrivere le ricette mentre sto mangiando il risultato)

(questo post ha troppe parentesi)

(ma non me ne frega niente)

10 maggio 2010

coccoDEI!

Dosi per una persona (che vuole tirarsi su)

Di chi non sa cucinare, si dice che "non sa farsi neppure due uova al tegamino"; ma cucinare le uova non è poi così scontato... Provate ad accostare 4 fette di pancetta a mo’ di rettangolo e mettete nel mezzo un tuorlo d’uovo che con molta calma (e fortuna) verrà avvolto nelle fette stesse. Un altro salto mortale (senza doppio avvitamento, altrimenti cade tutto) consiste nel mettere il pacchetto su di una padella antiaderente ben calda su cui andrà fatto rosolare l’involtino da entrambi i lati per poco meno di un minuto. Una volta cotto va adagiato su qualche foglia di insalata condita leggermente con olio sale e pepe e servito subito.
Come ogni ricetta c’è un ingrediente segreto, ed in questo caso consiste in un mezzo chilo abbondante di pazienza... Però alla fine, nonostante la fatica e la concentrazione, ne vale la pena basti pensare a quanto ha scritto una famiglia patrizia veronese di fine Trecento che sosteneva: "le uova di gallina ristorano rapidamente, confortano e rinvigoriscono l’amplesso".
Alcune leggende sostengo addirittura che Marte per "tirarsi su", dopo una notte d’amore in una locanda con Venere, bevve un centinaio (!!!) di uova del pollaio dell’oste...