"Come posso spiegarglielo, Signor Commissario? No, non è andata come le altre volte. Ho fatto del mio meglio Signor Commissario, ma una trota è una trota. Lei sa, cosa vuol dire. L'altra volta volevo solo sfilettarla da cruda e l'ho massacrata! Non lo feci per cattiveria, ma per inadeguatezza. Mi sono molto dispiaciuto... ho anche chiesto scusa... alla trota! Giuro! Mi sono quasi commosso. Lo so che è sempre tutto troppo tardi, ma l'ho fatto, Signor Commissario. Questa volta no, guardi, l'ho messa pulita con l'olio, il rosmarino, la salvia e l'alloro dentro e sopra, su un bel foglio di carta stagnola; sembrava la sepoltura di un antico guerriero. Con tutti gli onori... odori.... mi capisca. L'ho quasi cremata , ma nel forno per mezz'ora. Sta brutta trota non cuoceva mai! Ma mica la solita storia al cartoccio, no, in padella ho messo lo scalogno con il burro, non sarà dietetico ma fa figo, dicono. Le zucchine e l'aglio quasi subito con po' d'acqua per non farle attaccare e poi il prezzemolo. Dall'altra parte ho cotto il couscous, quello palestinese grezzo. Quello che devi sciacquare prima per non trovarci dei sassi... no non è una battuta sull'intifada, c'è scritto sulla confezione! Alla fine sotto il cuos, sopra le zucchine e in cima la trota sfilettata calda. Ah uno spruzzo di limone... la prossima volta compro anche la menta. Ora posso fare una telefonata al mio dietologo?"
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9 marzo 2013
4 settembre 2011
zuccona, zucca e zucchina
la quinta stagione, quel momento di passaggio dall'estate all'autunno, corrisponde al passaggio di testimone tra la zucchina e la zucca. la zucchina prevalentemente estiva, con i fiori solari, lascia il posto alla meditativa zucca. da uno degli orti della martesana pendono due zucche che attratte dalla forza di gravità hanno raggiunto l'acqua, e la corrente le sta allungando a dismisura. credo che il contadino non se ne sia accorto, sembrano due bisce bianche serpeggianti a pelo d'acqua.
poco più in là un altro contadino si è improvvisato ingegnere dilettante, e ha costruito un piccolo pontile, e al pontile ha attaccato il cestello di una lavatrice. al cestello ha attaccato otto lamiere, curvate a guisa di pale. ogni tanto toglie il freno e il cestello gira, spinto dalla corrente. è lento, rallentato dalle alghe e dal fatto che le lamiere delle pale sono traforate, chissà dove le ha trovate. non ho ancora capito se è un'opera di ingegneria estetica o se ha una funzione, per esempio di sollevare l'acqua per irrigare l'orto.
in ogni caso alla zuccona piacciono le zucche, e a me piacciono le zucchine. è in questa quinta stagione (e nella carenza di disponibilità di scelta del frigorifero) che decido di unirle in matrimonio anomalo alle trofie.
così taglio la zucca a dadini, la faccio saltare in olio insaporito con due spicchi d'aglio e un pomodoro secco tritato, aggiungo acqua e brodo vegetale per farle stufare, poi le schiaccio con una forchetta, per ridurle in una crema, ma non troppo liscia.
le zucchine vogliono un ultimo sussulto di dignità e per rimanere a pezzi le taglio a fette spesse. aggiungo kummel, che non ho ancora capito se è cumino o no, e maggiorana che con le verdure verdi cotte sta sempre bene.
non sarà un pesto, ma quando ci salto dentro le trofie al dente, mi sa di addio all'estate, e preparazione per i freddi a venire.
poco più in là un altro contadino si è improvvisato ingegnere dilettante, e ha costruito un piccolo pontile, e al pontile ha attaccato il cestello di una lavatrice. al cestello ha attaccato otto lamiere, curvate a guisa di pale. ogni tanto toglie il freno e il cestello gira, spinto dalla corrente. è lento, rallentato dalle alghe e dal fatto che le lamiere delle pale sono traforate, chissà dove le ha trovate. non ho ancora capito se è un'opera di ingegneria estetica o se ha una funzione, per esempio di sollevare l'acqua per irrigare l'orto.
in ogni caso alla zuccona piacciono le zucche, e a me piacciono le zucchine. è in questa quinta stagione (e nella carenza di disponibilità di scelta del frigorifero) che decido di unirle in matrimonio anomalo alle trofie.
così taglio la zucca a dadini, la faccio saltare in olio insaporito con due spicchi d'aglio e un pomodoro secco tritato, aggiungo acqua e brodo vegetale per farle stufare, poi le schiaccio con una forchetta, per ridurle in una crema, ma non troppo liscia.
le zucchine vogliono un ultimo sussulto di dignità e per rimanere a pezzi le taglio a fette spesse. aggiungo kummel, che non ho ancora capito se è cumino o no, e maggiorana che con le verdure verdi cotte sta sempre bene.
non sarà un pesto, ma quando ci salto dentro le trofie al dente, mi sa di addio all'estate, e preparazione per i freddi a venire.
18 agosto 2011
La ricetta in cartolina
Al bar della Triennale il marito ha scovato una cartolina con su una ricetta di una frittata di zucchine.
Tu ieri l'hai rifatta abbastanza simile, solo ci hai messo l'emmenthal al posto della mozzarella di bufala e non hai messo le carote.
Però forse, come diceva la cartolina, servirla fredda o tiepida era meglio, specie perché ieri si moriva di caldo.
Tu ieri l'hai rifatta abbastanza simile, solo ci hai messo l'emmenthal al posto della mozzarella di bufala e non hai messo le carote.
Però forse, come diceva la cartolina, servirla fredda o tiepida era meglio, specie perché ieri si moriva di caldo.
22 giugno 2011
matrimonio per inerzia
è la terra che lo dice: è periodo di zucchine.
e di fiori di zucchina.
anche se tutti li chiamano fiori di zucca e non ho mai capito perchè.
comunque.
faccio andare un po' delle rondelle di zucchine, ma anche di altra forma (tanto alla fine non ne resterà memoria), con la cipolla.
dopo un po' metto tutto da parte e passo alla tostatura un tot di riso arborio.
il tot è facile da ottenere: si tosta tutto il riso che la superficie della padella consente.
tosto e sfumo, con brodo vegetale o vino bianco. o birra. fate voi insomma.
unisco le zucchine e vado di brodo.
dopo un po' unisco i fiori di zucchina, tagliuzzati un po', per agevolare il matrimonio di sapori e la successiva consumazione.
giro, brodo, giro, brodo.
sospetto che sia tutto un po' troppo dolce: idea miscela di spezie provenienti dall'india, denominabili masala, erroneamente conosciuta come curry *.
anche il colore va bene: quell'arancione che a milano pedala in allegria da un po' di tempo.
giro, brodo, giro, brodo.
mi cade l'occhio in basso, a sinistra, dove tengo spezie, semi ecc ecc.
semi di finocchietto, fatti da mamma. perchè no?
butto dentro una manciata, anche due.
giro, brodo, giro, brodo.
bisogna sempre ricordarsi di smettere un po' prima che il risotto va avanti da solo, per inerzia.
mantecatura classica: burro e parmigiano.
e non siamo più vegani. mannaggia.
tutta colpa dell'inerzia.
buonissima l'inerzia: calda e cremosa. vagamente piccante anche.
* = vedere commenti per maggiori informazioni
e di fiori di zucchina.
anche se tutti li chiamano fiori di zucca e non ho mai capito perchè.
comunque.
faccio andare un po' delle rondelle di zucchine, ma anche di altra forma (tanto alla fine non ne resterà memoria), con la cipolla.
dopo un po' metto tutto da parte e passo alla tostatura un tot di riso arborio.
il tot è facile da ottenere: si tosta tutto il riso che la superficie della padella consente.
tosto e sfumo, con brodo vegetale o vino bianco. o birra. fate voi insomma.
unisco le zucchine e vado di brodo.
dopo un po' unisco i fiori di zucchina, tagliuzzati un po', per agevolare il matrimonio di sapori e la successiva consumazione.
giro, brodo, giro, brodo.
sospetto che sia tutto un po' troppo dolce: idea miscela di spezie provenienti dall'india, denominabili masala, erroneamente conosciuta come curry *.
anche il colore va bene: quell'arancione che a milano pedala in allegria da un po' di tempo.
giro, brodo, giro, brodo.
mi cade l'occhio in basso, a sinistra, dove tengo spezie, semi ecc ecc.
semi di finocchietto, fatti da mamma. perchè no?
butto dentro una manciata, anche due.
giro, brodo, giro, brodo.
bisogna sempre ricordarsi di smettere un po' prima che il risotto va avanti da solo, per inerzia.
mantecatura classica: burro e parmigiano.
e non siamo più vegani. mannaggia.
tutta colpa dell'inerzia.
buonissima l'inerzia: calda e cremosa. vagamente piccante anche.
* = vedere commenti per maggiori informazioni
26 aprile 2011
risi e curry
essere fidanzati con una macrobiotica ha implicazioni profonde. per quanto la macrobiotica in questione possa essere conciliante e comprensiva, inevitabilmente si dovrà prendere confidenza con termini quali gomasio, acidulato, e altri talmente strani che non sono ancora in grado di ricordarli. per il mio limitato pensiero, la macrobiotica è una disciplina alimentare basata sulla privazione e sul ricorso ai surrogati.
per esempio: firmerei volentieri una legge che vietasse l'accostamento della parola latte alla parola soia. non mi risulta che la soia sia mammifera, non ha mammelle, non può essere munta, quindi non può produrre latte. il latte di soia non esiste. se non vuoi bere latte, non berlo. sostituirlo con un surrogato, per me, non vale.
quindi: vada per il risotto fatto con il dado vegetale. è comunque brodo, e certamente più sano di quello di glutammato (non mi sono mai illuso che contenesse carne). vada per la soppressione della mantecatura (eresia, lo so). ma allora mi rifiuto di chiamarlo risotto, sarà una minestra a base di riso.
che poi non è un'invenzione: anche risi e bisi, cavallo di battaglia della cucina veneta, tecnicamente non è un risotto, ma una minestra.
e allora facciamola sana fino in fondo: stufiamo la cipolla invece che soffriggerla; accompagnamola con metà delle zucchine tagliate a tocchetti, in modo che si cuociano per bene; saltiamo e tostiamo il riso come sempre (in mancanza di vino bianco, l'idea di usare il brandy non è risultata affatto peregrina); copriamo di brodo mescolando il minimo indispensabile e a metà cottura aggiungiamo le zucchine rimanenti, una cucchiaiata di curry, e una manciata di semi di kümmel, e brodo secondo necessità.
resto dell'idea che la macrobiotica sia solo un nome più modaiolo del mangiare sano. e lo dimostrerò.
per esempio: firmerei volentieri una legge che vietasse l'accostamento della parola latte alla parola soia. non mi risulta che la soia sia mammifera, non ha mammelle, non può essere munta, quindi non può produrre latte. il latte di soia non esiste. se non vuoi bere latte, non berlo. sostituirlo con un surrogato, per me, non vale.
quindi: vada per il risotto fatto con il dado vegetale. è comunque brodo, e certamente più sano di quello di glutammato (non mi sono mai illuso che contenesse carne). vada per la soppressione della mantecatura (eresia, lo so). ma allora mi rifiuto di chiamarlo risotto, sarà una minestra a base di riso.
che poi non è un'invenzione: anche risi e bisi, cavallo di battaglia della cucina veneta, tecnicamente non è un risotto, ma una minestra.
e allora facciamola sana fino in fondo: stufiamo la cipolla invece che soffriggerla; accompagnamola con metà delle zucchine tagliate a tocchetti, in modo che si cuociano per bene; saltiamo e tostiamo il riso come sempre (in mancanza di vino bianco, l'idea di usare il brandy non è risultata affatto peregrina); copriamo di brodo mescolando il minimo indispensabile e a metà cottura aggiungiamo le zucchine rimanenti, una cucchiaiata di curry, e una manciata di semi di kümmel, e brodo secondo necessità.
resto dell'idea che la macrobiotica sia solo un nome più modaiolo del mangiare sano. e lo dimostrerò.
23 giugno 2010
veliko pivo
tre settimane in iyjugoslavia (scegliere un'iniziale a piacere) sono a base di cevapi (o cevapcici, ma non dove li hanno inventati, pare). carne, cipolla e pane. roba da scorbuto. ho voglia di verdure, vitamine, sali.
con immenso piacere torno a casa e trovo che l'amico serbo mi ha riempito il frigorifero un po' di tutto. ci metto poco a pensare che quello che è in casa mia posso mangiarlo, al limite lo si ricompra. comincio con una vaschetta di pancetta (affumicata, ma non avrei avuto remore con una dolce) a sfrigolare e a far appassire una cipolla. apro la birra. bevo un sorso e aggiungo una melanzana, due zucchine, un peperone, due patate (piccole, altrimenti una, penso mentre le taglio). tutto con calma, lasciando frrrrrisciare quello che è già dentro e chiedendomi quale sia l'ordine giusto (ne avevo già scritto, credo. non ho ancora imparato). sorso di birra. due pomodori secchi sminuzzati. scorro le spezie e scelgo paprika, curry, alloro, maggiorana (non a caso ma quasi). guardo con soddisfazione e penso che se non ci metto qualcosa di umido si attacca... prima di pensare all'acqua ci rovescio dentro la lattina.
ci sta tutta. e pure bene.
(adoro scrivere le ricette mentre sto mangiando il risultato)
(questo post ha troppe parentesi)
(ma non me ne frega niente)
con immenso piacere torno a casa e trovo che l'amico serbo mi ha riempito il frigorifero un po' di tutto. ci metto poco a pensare che quello che è in casa mia posso mangiarlo, al limite lo si ricompra. comincio con una vaschetta di pancetta (affumicata, ma non avrei avuto remore con una dolce) a sfrigolare e a far appassire una cipolla. apro la birra. bevo un sorso e aggiungo una melanzana, due zucchine, un peperone, due patate (piccole, altrimenti una, penso mentre le taglio). tutto con calma, lasciando frrrrrisciare quello che è già dentro e chiedendomi quale sia l'ordine giusto (ne avevo già scritto, credo. non ho ancora imparato). sorso di birra. due pomodori secchi sminuzzati. scorro le spezie e scelgo paprika, curry, alloro, maggiorana (non a caso ma quasi). guardo con soddisfazione e penso che se non ci metto qualcosa di umido si attacca... prima di pensare all'acqua ci rovescio dentro la lattina.
ci sta tutta. e pure bene.
(adoro scrivere le ricette mentre sto mangiando il risultato)
(questo post ha troppe parentesi)
(ma non me ne frega niente)
16 novembre 2009
quello che non so
fare la spesa è come guardare un film, se immagini la vita delle persone sbirciando nei loro carrelli. con quelli pieni è facile e per niente stimolante: montagne di merendine, latte, stupidi pacchi di plastica con dentro acqua che viene da troppo lontano, pannolini... no quello che mi piace sono i carrelli dei single. una vaschetta con una bistecca, il più piccolo pacchetto di insalata, una birra. le donne esagerano con i dolci, gli uomini con i grassi animali. lei ha i capelli neri con il carré, gli occhi azzurri e la pelle bianca che fa contrasto con i capelli, il naso impercettibilmente aquilino. le sorrido quando incrocio il suo sguardo, e lei subito lo distoglie, senza nemmeno lasciarmi il tempo di capire se se ne è accorta. la incrocio tre volte per caso nei corridoi (verdure fresche, latticini, pasta e riso), la quarta è cercata apposta (detersivi). è alla cassa accanto alla mia, sbircio nel cestello e vedo il collo di una bottiglia di spumante. ahi. guardo meglio, c'è un tetrapak di succo di frutta. ahi ahi, aperitivo. verdure crude, carote, finocchi. pinzimonio e spumante? questa volta non so immaginare la serata che l'aspetta. lasciamo perdere. nel frattempo per darmi un tono mi ritrovo nel carrello un peperone rosso, due zucchine, una melanzana oltre al classico corredo di miele, detersivo, robiola, scalogno, birra poretti chiara doppio malto.
il detersivo lo metto via, il miele e la robiola pure. della birra mi libero in fretta dopo passaggio in freezer.
intanto soffriggo le cipolle, mondo le verdure e cominciano i dubbi: in che ordine le metto in padella? per accompagnarle ho già deciso di fare un finto riso pilaf, finto perché senza soffritto eccetera, ma ho voglia di un riso asciutto d'accompagnamento. lo metto in una pirofila, lo copro di brodo (di dado, certo. sono single, no?) e lo ficco in forno a oltranza.
decido di mettere per prime le zucchine, e ho tuttora il dubbio di aver fatto una cazzata. forse dovevo tagliarle più spesse. poi aggiungo la melanzana, in ultimo il peperone. ci aggiungo anche due pomodori secchi tagliati a dadini piccoli, che ormai mi sostituiscono il dado per tutto tranne che per il brodo. poi mi ricordo del vasetto di erbe miste e misteriose comprato un anno fa su una bancarella di campo dei fiori, e decido che è la loro occasione.
al momento non so dire cosa succederà, la padella è sul fuoco e la pirofila nel forno. ma penso a quella bottiglia di spumante e a quel sorriso negato.
il detersivo lo metto via, il miele e la robiola pure. della birra mi libero in fretta dopo passaggio in freezer.
intanto soffriggo le cipolle, mondo le verdure e cominciano i dubbi: in che ordine le metto in padella? per accompagnarle ho già deciso di fare un finto riso pilaf, finto perché senza soffritto eccetera, ma ho voglia di un riso asciutto d'accompagnamento. lo metto in una pirofila, lo copro di brodo (di dado, certo. sono single, no?) e lo ficco in forno a oltranza.
decido di mettere per prime le zucchine, e ho tuttora il dubbio di aver fatto una cazzata. forse dovevo tagliarle più spesse. poi aggiungo la melanzana, in ultimo il peperone. ci aggiungo anche due pomodori secchi tagliati a dadini piccoli, che ormai mi sostituiscono il dado per tutto tranne che per il brodo. poi mi ricordo del vasetto di erbe miste e misteriose comprato un anno fa su una bancarella di campo dei fiori, e decido che è la loro occasione.
al momento non so dire cosa succederà, la padella è sul fuoco e la pirofila nel forno. ma penso a quella bottiglia di spumante e a quel sorriso negato.
5 settembre 2009
le mani in pasta
il modo migliore per trovare una ricetta è cercarne un'altra. che insomma la pasta era il pretesto, quello che contava era impastare. impastare è meglio che toccare le tette, diceva uno. faceva caldo, non era il caso di mettere il ragù sulle tagliatelle. e nemmeno i funghi, o la solita schifezza pannaprosciuttopiselli, che non se ne può più (almeno quanto dei gamberetti con le zucchine). allora andarono a fare la spesa con l'idea di trovare dei filetti di pescetti, tipo triglia o simili e vedere come sarebbero stati con le tagliatelle impastate, tirate e tagliate a mano, e l'intima convinzione di non arrivare nemmeno a scolare la pasta.
presi dal dubbio davanti a un banco del pesce ancora in vacanza, privo di triglie e pieno di ciuffi di calamari congelati nel pacifico e scongelati alla sma, l'occhio gli cadde su una vaschetta di fiori di zucca. proviamo, si dissero.
data per scontata la preparazione delle tagliatelle e i relativi risvolti non culinari, il problema era cosa inventare con i fiori di zucca. la sorpresa fu che attaccati ai fiori c'erano delle piccole zucchine. lui le tagliò alla julienne, lei schiacciò col palmo della mano uno spicchio d'aglio e lo fece soffriggere. poi misero le zucchine a saltare nell'olio caldo, giusto per insaporirle e ammorbidirle. quando lei buttò la pasta nell'acqua bollente insieme a una bustina di zafferano, lui aggiunse i fiori, tagliati a striscioline, alle zucchine. le tagliatelle ci misero un attimo a cuocere, fresche com'erano. lui le fece saltare in padella con gesti rapidi del polso, e aggiungendo una manciata di rucola, tagliata fine.
le misero nei piatti con una spolverata di scaglie di mandorla, sorpresi che il piatto fosse così all'altezza del piacere della sua preparazione.
presi dal dubbio davanti a un banco del pesce ancora in vacanza, privo di triglie e pieno di ciuffi di calamari congelati nel pacifico e scongelati alla sma, l'occhio gli cadde su una vaschetta di fiori di zucca. proviamo, si dissero.
data per scontata la preparazione delle tagliatelle e i relativi risvolti non culinari, il problema era cosa inventare con i fiori di zucca. la sorpresa fu che attaccati ai fiori c'erano delle piccole zucchine. lui le tagliò alla julienne, lei schiacciò col palmo della mano uno spicchio d'aglio e lo fece soffriggere. poi misero le zucchine a saltare nell'olio caldo, giusto per insaporirle e ammorbidirle. quando lei buttò la pasta nell'acqua bollente insieme a una bustina di zafferano, lui aggiunse i fiori, tagliati a striscioline, alle zucchine. le tagliatelle ci misero un attimo a cuocere, fresche com'erano. lui le fece saltare in padella con gesti rapidi del polso, e aggiungendo una manciata di rucola, tagliata fine.
le misero nei piatti con una spolverata di scaglie di mandorla, sorpresi che il piatto fosse così all'altezza del piacere della sua preparazione.
17 luglio 2009
Me against mint
Eh, io mi tendo a vantarmi delle mie piante aromatiche. Mi faccio bella dicendo che il pesto è fatto con il mio basilico, quel tocco in più è dato dalla maggiorana del mio terrazzo, l’erba cipollina che chiude l’involtino è la mia, la salvia fritta la puoi fare solo se hai la pianta e bla bla bla. Ora dovrei vantarmi della menta rigogliosa, invece non posso, perché quella non è rigogliosa, è infestante. Quindi dopo che il mio fegato si è ribellato ai tre mojito a sera non posso fare altro che metterla in ogni ricetta possibile ed immaginabile perché, anche se mi esce dagli occhi, è pur sempre una mia creatura botanica e non la posso estirpare. Quindi con una semplicità disarmante si tagliano delle zucchine a tocchetti, si aggiungono una decine di foglie di menta, il sale, l’acqua appena a coprire e quando le zucchine sono cotte si frulla tutto col minipimer. Tiepida è perfetta, olio e pepe fresco sono d’obbligo. Il più può essere un crostino, qualche cappasanta, dei gamberi, un pezzo di pesce a caso. Nda. La menta, l’anno prossimo, la faccio piantare a qualcun altro.
16 luglio 2009
Risotto rosso con zucchine e tonno
Gli ingredienti sono riso per risotto, olio, cipolla, peperoncino, passata di pomodoro, zucchine, tonno in scatola, scamorza affumicata.
Soffriggi cipolla e peperoncino in una padella. Di peperoncino, se è quello già sbriciolato che si vende nei barattoli al supermercato, ce ne vuole un bel po'. Se è quello che tua nonna è solita chiamare diavulicchij, allora è meglio andarci cauti.
Poi, metti a soffriggere anche le zucchine precedentemente tagliate a tondini sottili, mentre si porta a ebollizione l'acqua per il riso.
Butta il riso nell'acqua, e la passata di pomodoro e una scatola di tonno in padella. Il tonno deve sbriciolarsi.
Scolato il riso, mettilo nella padella insieme a tutto il resto e mescola il tutto. Spargi poi nella padella una discreta quantità di pezzettini di scamorza affumicata (precedentemente affettata) della grandezza pressappoco di una mosca, e rimesta finché la scamorza sarà sciolta e tutto sarà più o meno di colore e consistenza omogenei.
Io solitamente questo risotto lo accompagno con una birra ghiacciata, Peroni o Moretti, preferibilmente; ma va bene anche vino rosso, bianco, acqua, Coca-cola, niente.
Soffriggi cipolla e peperoncino in una padella. Di peperoncino, se è quello già sbriciolato che si vende nei barattoli al supermercato, ce ne vuole un bel po'. Se è quello che tua nonna è solita chiamare diavulicchij, allora è meglio andarci cauti.
Poi, metti a soffriggere anche le zucchine precedentemente tagliate a tondini sottili, mentre si porta a ebollizione l'acqua per il riso.
Butta il riso nell'acqua, e la passata di pomodoro e una scatola di tonno in padella. Il tonno deve sbriciolarsi.
Scolato il riso, mettilo nella padella insieme a tutto il resto e mescola il tutto. Spargi poi nella padella una discreta quantità di pezzettini di scamorza affumicata (precedentemente affettata) della grandezza pressappoco di una mosca, e rimesta finché la scamorza sarà sciolta e tutto sarà più o meno di colore e consistenza omogenei.
Io solitamente questo risotto lo accompagno con una birra ghiacciata, Peroni o Moretti, preferibilmente; ma va bene anche vino rosso, bianco, acqua, Coca-cola, niente.
6 luglio 2008
farfalle gialle e verdi
Cosa: Olio EVO
Aglio
Zucchine (e, se ci sono, relativi fiori)
Prezzemolo
Zafferano
Panna
Sale
Pepe
Se piace, un po’ di peperoncino
Pasta corta, indicate le farfalle
Parmigiano
Aglio
Zucchine (e, se ci sono, relativi fiori)
Prezzemolo
Zafferano
Panna
Sale
Pepe
Se piace, un po’ di peperoncino
Pasta corta, indicate le farfalle
Parmigiano
Come:
Tritare l’aglio e soffriggerlo nell’olio in una padella capiente.
Tagliare le zucchine a rotelle sottili, rosolarle nell’olio con l’aglio. Quando sono colorate, salare, pepare, aggiungere il prezzemolo, lo zafferano, eventualmente il peperoncino, e la panna.
Nel frattempo, cuocere la pasta al dente. Scolarla e saltarla nella padella.
Spolverizzare con abbondante parmigiano e servire.
Tritare l’aglio e soffriggerlo nell’olio in una padella capiente.
Tagliare le zucchine a rotelle sottili, rosolarle nell’olio con l’aglio. Quando sono colorate, salare, pepare, aggiungere il prezzemolo, lo zafferano, eventualmente il peperoncino, e la panna.
Nel frattempo, cuocere la pasta al dente. Scolarla e saltarla nella padella.
Spolverizzare con abbondante parmigiano e servire.
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