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19 agosto 2015

pasta al ritorno dalla sicilia

dieci giorni in sicilia, e capisci che (è vero che in sicilia si mangia bene, ma soprattutto che) quello che fa la differenza è la qualità delle verdure. le melanzane, per esempio. sono sempre melanzane, ma a milano hanno lo stesso sapore delle spugne Spontex, mentre in sicilia sanno di... di... di cosa sa una melanzana? non lo so, però è buona.
solo che a milano ci sono le melanzane di milano. fai quel che riesci.
comunque ieri in casa c'era solo una vecchia melanzana, mezzo pacco di paccheri e un vasetto di alici sottolio che mi son portato da marzamemi. lo ammetto, mi sono lasciato abbindolare da uno di quei capannoni che fingono di essere magazzini di pescatori e invece sono dei quasisupermercati, ma quelle acciughe sono comunque buonissime.
comunque (non scrivo da così tanto tempo che son diventato prolisso, e divago) ho tagliato la melanzana a fette sottili, le ho abbrustolite sul disco di ghisa che uso per fare le crépes, le ho tagliate a striscioline, le ho saltate in olio aglio e pomodori secchi. prima di metterci dentro i paccheri ci ho ficcato mezzo peperoncino e qualche acciuga; abbastanza presto per scaldarle, non abbastanza per lasciarle sciogliere.

strano. era buono.

28 aprile 2013

L' arte di dar da pranzo

In Braidense è in corso una mostra sulla cucina - meglio, sui libri di cucina - dal 1400 al 1950.
La Braidense è bellissima, la mostra non so. Forse senza Andrea sarebbe stata un po' così, fredda esposizione di qualche frontespizio, ma Andrea c'era e dunque ci siam stati dentro quasi tre ore.
Per altro senza lui, armato di testo di accompagnamento - credo L'arte della cucina in Italia di Einaudi ma non son sicura -, non ci sarebbe stato nemmeno il pranzo di oggi, dritto dritto dalla cocina di Maestro Martino (1450) alla mia: maccaroni con cacio, zucchero e cannella.
Sarà che la pasta non l' ho cotta per due ore in brodo come da ricetta, sta di fatto che per quel che mi riguarda cotesta pietanza può tornare tranquillamente al medioevo e lì restare.
Dimenticata.

17 luglio 2012

Pasta ai capperi

Sono caduto in disgrazia, ultimamente devo proprio tirare la cinghia, sicché due giorni fa ho deciso di consumare un barattolo di capperi che aveva comprato tempo fa un mio ospite. L'idea era di condirci una pasta, ma non avevo il tonno, e così pensavo fosse un'impresa disperata: aglio olio peperoncino e capperi? pasta al burro e capperi? olio capperi e parmigiano? Una ricerca mirata su Google mi ha dato una ricetta per cui non avevo gli ingredienti giusti; tuttavia mi ispirava e ho deciso di arrangiarmi con le spezie a mia disposizione.

Ingredienti:

Pennette rigate
Capperi (mezzo barattolino/2 cucchiai)
Olio
Prezzemolo
Origano al posto del rosmarino
Timo al posto della salvia
Sale
Pepe
Parmigiano grattugiato

Mentre la pasta è in pentola, basta tritare capperi e prezzemolo e pestarli in una ciotolina con le spezie. Prima di scolare la pasta, questa sorta di pesto va allungato con un po' di acqua di cottura, ed è fatta. Il parmigiano, oltre a essere buono, è necessario perché altrimenti il condimento risulta troppo acido. Col formaggio è la fine del mondo. Poi un giorno magari proverò a farla per bene, con la salvia e il rosmarino, ma non è niente male neanche così.

31 marzo 2011

Scarpette all'arrabbiata

Anche ai migliori cuochi può capitare di dimenticare un ingrediente e ricordarsene quando è troppo tardi, ma se sono bravi riescono a cavarsela lo stesso.

Ecco, io non sono un grande cuoco, ma credo che nessuno potrà biasimarmi se ho fatto un piatto di pennette all'arrabbiata ma ho dimenticato le pennette. Può capitare, no?

Comunque il sugo era buono anche col pane.

18 marzo 2011

Una cosa buona

Se fai un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino, però al posto degli spaghetti cali dei maccheroni; e dopo, quando li scoli, se, prima di metterli nella padella con aglio olio e peperoncino, nella padella con aglio olio e peperoncino ci metti due o tre cucchiai di pan grattato; e se poi salti i maccheroni dentro quella cosa che si è creata e ce li fai rotolare affinché la cosa si attacchi per bene su tutti i maccheroni, viene fuori un piatto buonissimo.

Aggiornamento dopo aver provato con le acciughe:

I fusilli sono meglio dei maccheroni, perché la cosa si avvinghia nelle spire della pasta, e le acciughe che Strega consigliava sono un ingrediente che non deve mancare in questo piatto. Oggi credo di aver sfiorato la perfezione. Era davvero un piatto buonissimo.

7 marzo 2011

24milla baccelli

che strano: non ho mangiato cellentani per 34 anni circa e ora mi ritrovo a mangiarli due volte in poco tempo.
vado a cena da una mia amica che mi preannuncia di voler provare una ricetta con le fave, crema di fave per l'esattezza.
ci ritroviamo a bollire un certo numero di fave per poi frullarle con un po' d'acqua di cottura, pistacchi, grana padano, olio d'oliva e menta.
nel frattempo i cellentani se la cantavano e ballavano nell'acqua bollente.
alla fine basta unire tutto aggiungengo un altro filo d'olio, dei pistacchi sminuzzati e pepe.
volendo una fogliolina di menta a decoro.
tipo che si può mangiare anche d'estate come piatto freddo ma ieri sera faceva freddo e quindi.

24mila baci

1 marzo 2011

prisencollinensinainciusoll

ecco, tutto per dire che alla fine non lo sapevo, erano li che avanzavano, non li ho scelti mica, ma i cellentani non sono mica un brutto formato di pasta.
scelti all'ultimo per opportunità (due primi di spaghetti mi sembravano ridondanti) si sono rivelati molto azzeccati.
per cosa?
mah, in genere penso per quasi tutto, comunque nello specifico abbiamo fatto questa cosa qui:
soffritto un po' d'aglio, peperoncino, alici e olive nere triturate in olio d'oliva dop® (di origine papoff®).
aggiunto le cime di rapa dopp® (di origine papà papoff®) che erano state sbollentate poco prima.
tutti insieme hanno cominciato a chiaccherare attendendo l'arrivo dei cellentani al dente che stavano cuocendo nell'acqua delle cime.
all'arrivo dei cellentani è partito spontaneo una specie di inizio di coro rap incomprensibile ma bello.
cime di rap insomma. [prisencolinensinainciusol]
inpiatto la canzone aggiungendo pinoli (che dovevo tostare ma non ho fatto) e olio dop®.
ci sarebbe stato bene del pecorino grosso sopra ma.

ps: qualcuno potrebbe chiedersi perchè non ho usato le orecchiette. perchè no. perchè non è che.

29 agosto 2010

Io non volevo essere una di quelle donne che prende un uomo per la gola.

Mi sembrava che scrivere un racconto per un uomo, e regalarglielo, fosse un bel regalo, una roba di cui un uomo dovesse essere fiero e contento e grato.
Ma devo dire che le linguine con mazzancolle e zucchine che gli ho preparato l'altra sera, hanno avuto dei commenti più entusiasti.

(ieri sera era lì che mi chiedeva se poteva dire ai suoi amici quanto erano buone le linguine che gli avevo cucinato)

26 luglio 2010

romanismi alternativi

io volevo solamente dire che la pasta alla gricia
fatta con il latte di soia al posto di quello vaccino
viene una merda.

21 luglio 2010

Pasta fredda che di questi tempi è oro che cola

Prendete delle penne le fate cuocere, tenendole al dente, perchè io sono per la pasta al dente.
A parte nel forno cuocete un peperone rosso, quando è pronto lasciatelo raffreddare nel forno, verra mille volte meglio da spellare in seguito.
Tagliate a cubetti del prosciutto cotto comprato in una fetta unica, le olive verdi o nere denocciolate, due pomodori maturi a cubetti e della mozzarella...io ho comprato le orecchiette di mozzarella e aggiungete l peperone precedentemente spellato e tagliato a listarelle, condite con olio sale, pepe e origano e aggiungete le penne raffreddate sotto l'acqua corrente,mescolate il tutto coprite e tenete un oretta in frigo per farla insaporire.

[Se avanza, potete benissimo fare aggiunte in seguito d'ingredienti...io oggi per esempio metterò del tonno...]

9 aprile 2010

la pescatrice e gli asparagi, storia di un'unione impossibile

la rana pescatrice non sa cosa pescherà, sa solo che vuole pescare. fose si è guardata intorno, forse ha raccolto informazioni. di certo sa di avere fame, e allora sta lì a dondolare l'esca davanti alla sua bocca vorace, in attesa della preda. qualche rana pescatrice, più intraprendente, si sposta e va in cerca della preda, ma al momento giusto ha sempre lo stesso atteggiamento: si acquatta, dondola la finta esca davanti alla bocca, e aspetta che la preda le passi abbastanza vicino.
solo che alla pescatrice può capitare di trovarsi vicino a qualcosa che non c'entra proprio niente con la sua natura. che so, un mazzo di asparagi. finiscono insieme in padella, illudendosi che sia per sempre. la carne bianca della pescatrice appena scottata nell'olio insaporito dall'aglio, circondata da pezetti di pomodori secchi. troppo calore la renderebbe dura, scostante, chiusa in sé stessa e poco propensa a legarsi. gli asparagi invece hanno bisogno di una preparazione più lunga per essere pronti al loro dovere, tipo un bagno turco di vapore. si uniranno nell'abbraccio degli spaghetti, festeggiati da una pioggia di pepe. le illusioni migliori durano solo il tempo di mangiarle.

15 marzo 2010

Questa ricetta è un palliativo

Lo chiarisco subito. Se hai voglia di Sicilia l'unica cosa da fare è prendere ed andarci. Tutto il resto è noia ( non ho detto gioia, ma noia noia noia ). Comprare dei gamberi rossi siciliani, buttargli nell'olio caldo ( sgusciati o meno a seconda dei gusti ) con uno spicchio d'aglio in camicia, sfumarli col brandy, metterli da una parte e nel fondo scaldare due cucchiai di pesto di pistacchi di Bronte, rimettere i gamberi in pentola e scolare uno spaghetto al dente che farai amalgamare col sugo con un cucchiaio di acqua di cottura, ti sazierà piacevolmente la fame, ma non ti toglierà certo la voglia.

12 marzo 2010

Classico menu della bassa reggiana

Fra poco prenderò la mia Torpedo blu e srotolerò chilometri di autostrada fino a raggiungere la fabbrica della nebbia.

Arrivata al casello di Reggio nell'Emilia pagherò pedaggio e tirerò subito a destra, fino ad arrivare a Sesso (sì sì, finalmente Sesso!:)

La Barbarella mi aspetta con ansia e, ben sapendo della mia capacità di dare pacchi cosmici un attimo prima della presunta partenza, si è fatta furba: ieri sera ha annunciato che oggi a cena ci sarà la pasta ai ricci. Uh, lei sa come prendermi e sa anche che non posso -NON POSSO- dire di no.

Quindi, mentre me la canto e me la suono insieme a Cristiano Godano per 269 km, immaginerò la mia amichetta dinanzi ai fornelli.

Pesterà col fondo di un bicchiere due spicchi d'aglio in camicia facendoli poi dorare in padella con dell'olio buono e del peperoncino; toglierà gli avanzi e aggiungerà il contenuto di uno dei bicchierini di polpa di riccio che suo papà le fornisce in quantità industriali (sai di quelli che preparano al mare? c'è l'omino che apre i ricci e con un cucchiaino ne trasferisce il contenuto in un piccolo bicchiere di plastica munito di coperchio; poi questa bontà interstellare si posiziona nel freezer per le stagioni di magra, ovvero per i mesi senza la R).

Insomma, la Barbarella metterà giù in padella i ricci e nel frattempo scolerà gli spaghetti un cicinin al dente, rimesterà la pasta fino a che tutti i ricciolini si appiccicheranno alla stessa e infine aggiungerà una manciata di prezzemolo tritato sottile con la mezzaluna.

Io e il cavalier consorte della succitata amichetta mia aspetteremo a tavola, ammazzando il tempo mangiando delle fettine di bottarga di muggine e pescespada affumicato, accompagnando queste pietanze tipicamente reggiane con una bottiglia di Monica o Nepente.

Ché sì, a noi ci piace rosso.

23 febbraio 2010

La bomba di Soverato

Tutto abbastanza semplice.
Una giornata del cazzo e la necessità VERA di un piatto robusto abbastanza invernale.
Due cose non so fare, mettere il sale (assaggio di continuo e spesso finisco pure), dosare a seconda delle persone (sono il re del congelamento dell'avanzato).
Per cui arrangiatevi.
Butto sul fornello la padella con l'aglio e l'oliopugliese tosto, soffriggo un pelo e ci sbatto dentro le acciughe a sfaldarsi.
Di là ho lessato i broccoli a cimette, ma mi piacciono croccanti e li tiro fuori ancora duretti, li aggiungo alla padella del soffritto però aspetto ancor a tirare via l'aglio.
Ci sono poi quelli che sottilizzano sulla stessa acqua dei broccoli per la pasta o in contemporanea o finezze del genere.
Se siete in bestia dopo una giornata dibbestia 'ste robe non si guardano, orecchiette per forza, la cavità raccoglie il broccolo come niente al mondo.
Poi la folgorazione.
Checcazzo vogliamo far tremare il pavimento o no?
C'è quel barattolo che ti guarda dall'alto della mensola della cappa, rosso, rossissimo, l'etichetta dice "La Bomba di Soverato".
Lo apri e capisci che gli artificieri dell'esercito lo vieterebbero a capodanno, ha un aroma di peperone, lo assaggi a lingua tesa e le papille telefonano all'UNICEF.
Bella.
Scucchiai nei broccoli in padella ridendo di gusto.
Scoli la pasta e fai saltare, estrai l'aglio.
Non basta una Menabrea, non ne bastano due, alla terza rutti soddisfatto e sbruciacchiato maledicendo il cielo e l'intera umanità.
Forse salvando Soverato.

20 febbraio 2010

Ditalini rigati, lenticchie e salmone

Quando un mucchio di persone si autoinvitano a cena da me, mi sento autorizzato a usarle come cavie per i miei esperimenti. L'idea perversa era di mettere nello stesso piatto lenticchie e salmone.

Per non lasciare le cavie a bocca asciutta in caso di fallimento, ho preventivamente scongelato una focaccia che mi ero portato dalla madre patria e ho preparato dei crostini di burro e salmone con una spolverata di pepe bianco e dell'erba cipollina; poi sono entrato nel laboratorio.

Dunque, le lenticchie si fanno normali, ma non so dire come, visto che ce le avevo già cotte da mia madre e messe sotto vuoto. Le ho solo riscaldate. Il salmone va fatto a pezzettini, messo in un soffritto di burro e cipolla e sfumato con un goccio di vino bianco. La pasta che ho scelto sono i ditalini rigati, che secondo qualche cavia sono pasta da brodo, ma io ho sempre sognato di usarli per un'insalata.

Le proporzioni di lenticchie e salmone devono essere più o meno di due a tre, anche se un paio di cavie avrebbero voluto un po' più salmone, e forse avevano ragione.

Ho capito che l'esperimento è riuscito quando ho notato che era avanzata ancora della focaccia e le cavie hanno chiesto una seconda porzione.

L'unico errore è stato l'abbinamento con la bevanda: ho servito del vino, ma è un piatto da birra.

12 febbraio 2010

Un post smielato, ma la ricetta no

Noooo!!
Sono le 20:40 e questi fanno pure le domande!
Dopo una giornata di lavoro, senza poter pranzare, eccomi schierata per la partecipazione volontaria al seminario interno dello studio.
Si odono parolacce: IRES IRE. Ma di che si parla?
Pian piano, dolcemente, le voci sbiadiscono e si perdono in lontananza.....
Brad (Pitt) mi sta guardando intensamente, dio com'è bello! Poi mi bacia e....
"Ci sono domande?"
Spalanco gli occhi (sobbalzando) sulle grisaglie dei colleghi ormai vinti anche loro dalla stanchezza, una luce livida illumina il relatore.
Ma io sono di nuovo altrove. A passeggio per la campagna romana in un tardo pomeriggio estivo. Da lontano vedo le due file parallele dei pini marittimi, che indicano la via al casale con i grandi ombrelli verdi aperti.
Cammino sui ciottoli di fronte all'entrata e Cerino, il cane più brutto e più dolce del mondo, si precipita fuori per accogliermi degnamente.
"Chi c'è? Oh... Carla! Tommaso, Tommà!!" Mia madre chiama mio padre all'interno.
"Ma che sorpresa che sei passata". Mio padre si affaccia ed esclama meravigliato "ma come stai bene!".
I miei si meravigliano sempre del fatto che io sia in vita.
Nella cucina enorme una pentola è sul fornello e nell'aria è sospeso un profumo di basilico screziato di un colore tondo e caldo che ricorda la terra dopo la pioggia, o le foglie di autonno bagnate di prima mattina. C'è anche un'odore di mare, salato.
Mia madre sta lavorando una ricotta bianchissima un un'ampia scodella "Calra, frulli tu le nocciole tostate?" "Certo". metto qualche cucchiaiata di nocciole nel frullatore ed accendo l'aggeggio infernale da cui sale un profumo intenso.
Mia madre spezzetta un mazzetto di basilico fresco nella ricotta e continua il suo lavoro, prende un paio di cucchiai dell'acqua di cottura della pasta e li aggiunge, il profumo del basilico si fa più intenso. L'acqua nella pentola bolle e nella schiuma di superficie qua e là fanno capoccella i sedanini che sono quasi pronti.
"Va bene così?" mostro il trito di nocciole a mia madre. "Si, aggiungile qui" eseguo.
La ricotta è ormai una crema profumatissima. La pasta è pronta. Mio padre ha apparecchiato fuori sul retro sotto il portico, da dove si vedono i campi.
Ci sediamo e papà mi versa del vinello bianco freddissimo e senza nome.
Non saprei immaginare questo tramonto se non accompagnato da questa pasta e da questo vino.
Prosit.

28 dicembre 2009

una balena in babydoll

Io faccio la balena [balena perchè scriver puttanone nel titolo mi pareva un po' forte]. Il babydoll è il regalo di Giulia che non si è accorta dei chili che ho messo su.
Beh, io a Giulia voglio bene e allora da oggi sono a dieta, mica che non uso il suo regalo.
E la mia dieta è una roba sana che seguo a modo mio.
Tipo se esco a cena non se ne parla.
O tipo figurati se rinuncio al latte intero coi frollini a colazione.
O anche però un bicchiere di vino a cena non me lo togli nemmeno se ti metti a piangere.
Detto questo, sul resto divento bravisssssssssssssima.
Anche perchè la mia dieta consente davvero di mangiare decentemente, in pratica consiste in un pasto con carboidrati e verdure e l'altro con proteine e verdure. Ok, niente grassi, ma basta inventare un modo magro per fare le cose.
Tipo che lessi orecchiette e broccoli ma poi eviti di saltarli in padella.
Non fare quella faccia.
Perchè se prendi uno spicchio d'aglio e lo strusci sul piatto, poi ci metti la pasta coi broccoli, ci macini del peperoncino e condisci con il solo cucchiaio d'olio crudo che ti è consentito in un pasto, beh, se fai così, stare a dieta non è poi una tragedia.
E poi il babydoll è davvero bellino. Se non aderisce ai rotoli di pancia, dico.
[le dosi non ve le do perchè sono contraria alle diete passate alla cazzo: le mie quantità sono quelle giuste per me. Il principio di evitare i grassi o quello di non mescolare nello stesso pasto carboidrati e proteine, invece, mi sembra ragionevolmente divulgabile]

28 agosto 2009

cucina antica

il nome della ricetta è antichissimo ed è in stretto pugliese e non lo so scrivere. la ricetta anche è antichissima e risale al tempo in cui povere famiglie nell'apparecchiare il desco serale si accorgevano sconfortate di non disporre di nulla per condire il parco desinare, consistente in orecchiette di semola: e allora scuotevano le briciole di antiche forme di caciocavalli stagionati e spremevano le ultime gocciole di olio e e vi apponevano peperoncino.

forse.  insomma, è plausibile. che se no questo trito di formaggio odoroso, mantecato con olio d'oliva e peperoncino, a formare perfetta cremina, l'ho inventato io, di ritorno dal viaggio islandese pastafree e in una casa senza cibarie.

8 luglio 2009

stasera:mare&monti

andate dal vostro pescivendolo di fiducia oppure nei centri commerciali,quelli grandi grandi che hanno supermercati very very large.insomma prendete 6 capesante,grosse eh e che siano fresche.
poi andate o dal fruttivendolo o sempre nello stesso very very large supermercato e andate a cercare dei funghi chiodini/brise/finferli/champignon/porcini va bene tutto e magari se potete anche tutti.

Tornate a casa e lavate bene i funghi meno i porcini che vanno puliti con un cannavaccio raschiando la parte con la terra e tritate una cipolla la mettete in un padella con 4 cucchiai di olio e 4 di burro un bicchiere di vino bianco e lasciate imbiondire.aggiungete i funghi precedentemente taglizzati nel caso degli champignons e porcini e sfilacciati nel caso di brise,finferli e chiodini e lasciate cuocere.

A parte lavate bene le capesante staccandole con l'aiuto di un coltellino dalla conchiglia che terrete pulita da parte e sempre con l'aiuto del coltellino togliete il filettino scuro[cacca] dalla capasanta.dopo aver fatto questo tagliate finemente, per lungo le capesante e aggiungetele ai funghi e lasciate cuocere,non troppo che diventerebbero dure.

Per la pasta consiglio all'uovo.Sia corta che lunga.
Tagliatelle,Bigoli,Maccheroncini,Trofie,Gnocchetti pugliesi.

Accompagnare con un buon lugana cà provenza.
o con un buon vino bianco.

8 giugno 2009

Sugo Rappetton

Allora dicasi sugo Rappetton sugo che ha come ingrediente non principale tutto quello che trovi nel frigo in verdure.

Tagliare una cipolla bianca fina fina a mezzaluna e metterla nella padella insieme a del macinato di maiale o del composto fresco per fare il salame,con una noce di burro e un filo d'olio [nel caso di macinato di maiale salare e pepeare] e far rosolare bene,bagnare con vino bianco anche tavernello va bene,fare sfumare e spengere il fuoco.

A parte in un tagliere o piatto taglia a cubetti la verdura cotta o grigliata che magari è rimasta in frigo dopo il pranzo della domenica...aggiungere alla cipolla+macinato e riaccendere il fuoco farla insaporire e aggiungere un due o 3 cucchiai di pomodoro fresco precedentemente tagliato a cubetti lasciando sobbollire la salsa.

Scegliere la pasta preferibilmente corta,aggiungere due cucchiai di panna liquida e fresca al sugo e dopo aver cotto e scolato la pasta versare il sugo nella pentola e mescolarlo con la pasta.

Servito con del grana grattuggiato ed un buon bicchiere di valpolicella farete un figurone.