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24 febbraio 2013

libidine post elettorale

ieri erbasalvia mi ha ricordato che nelle torte al cioccolato, quelle che basta aprireversareinfornare, la pera ci sta benone. l'avevo già provato, e so che è vero. alla toasteria tra i dolci c'è il toast con cioccolato fondente e pera. stamattina prima di andare a votare sono andato al bar a fare colazione. brioche con cioccolato e pera. vivo in questa casa da tredici anni, e non ero mai andato al bar qui sotto a fare colazione. hanno delle brioche buonissime, non le solite delle 3M che hanno tutti gli altri bar di milano. dopo il voto sono andato a fare la spesa e non ho resistito. torta cioccolato e pere.
solo che non ho trovato più la teglia, cioé c'è il bordo ma non il fondo. ho usato una forma da budino, che non ha la forma giusta. troppo spessore, e la torta si è cotta all'esterno ma è rimasta liquida all'interno.
qualcuno si ricorda i pirottini al cioccolato fuso che fece la lise a una delle cene del forno? ecco provate a immaginarne uno di mezzo chilo e con le pere dentro.

4 febbraio 2013

il dilemma

- la marmellata di fichi sta meglio sul cioccolato fondente o sul castelmagno?
- dipende da cosa c'è in televisione.

11 gennaio 2012

Torta al cioccolato

La facevo spesso al ristorante dove lavoravo, durava parecchio, perchè appare quasi come se fosse troppo dura da mangiare, ma il bello di questa torta è che basta metterla pochi secondi nel micronde e pare di mangiare un budino.
Andiamo con le dosi.

350 gr di cioccolato fondente
450 gr di burro
400 gr di farina tipo 00
300 gr di zucchero
80 gr di cacao amaro
400 ml di acqua
150 gr di bailye o di un liquore non troppo forte
2 cucchiai di caffè solubile
1 bustina e mezzo di lievito
3 uova intere

Prendete una di quelle padellone grandi e alte dove di solito fate pollo e verdura per quantità industriali e metteteci dentro il cioccolato fondente, il burro, lo zucchero, il caffè solubile, l'acqua e il liquore e a fuoco lento fate andare fino allo sciogliemento totale di tutto.
A parte in una ciotola capiente mettete la farina, il cacao amaro e lievito, mescolandolo con le mani.
Quando il composto sciolto è intiepidito aggiungete a pioggia il la farina+cacao+lievito, mescolando con un frustino velocemente quando abbiamo finito una alla volta mettete le uova.
Imburrate e infarinate lo stampo per la torta, a bordo alto mi raccomando e mettete in forno a 160° per 45 min.

Lasciatela raffreddare, dura molti giorni come torta.
Consiglio di servirla o con del gelato o con della crema pasticcera calda.

...e buon appetito

21 marzo 2011

la paura si fa cioccolato

Due etti e mezzo di burro, di cioccolato, di zucchero, più sei uova. Che paura.
Eppure alla fine lo fai lo stesso il fondant al cioccolato. E gli ospiti se ne sbaffano due fette a testa, sia lodata l'anima loro (ma soprattutto lo stomaco).

12 febbraio 2010

Meglio tardi che mai (i cioccolatissimi cuore morbido)

"Ma è alla mia portata?" ti domanda la cassiera mentre vede che rimesti l'impasto cioccolatoso.
"Se lo so fare io è alla portata di tutti", rispondi, mentre Cinas tenta di azzittirti, manco avesse parlato l'Artusi, ma invece è vero, tu fai solo ricette facili, che se già ci sono più di tre passaggi o una cottura da controllare per ore ti stufi subito.
Quello che non è alla sua portata, della cassiera intendi, è sciogliere quattro etti di burro e quattro etti di cioccolato insieme, più lo zucchero nell'ultimo fuoco della cucina di Oltra, con il suddetto Oltra che nel frattempo rimesta dell'altro, primo perché tutti e due non ci stanno, secondo perché comincerebbero ad agitare cucchiai e utensili e addio ricette.
Intanto che il composto si fredda si può far imburrare a Cinas e a Silvani sedici pirottini (così avanza uno e Oltra se lo può gustare in santa pace una delle prossime sere), tu comunque mentre loro imburravano alacremente (che bravi! non se ne è attaccato neanche uno), aggiungevi otto uova mescolando piano e poi la farina che ti eri portata da casa, setacciata dentro il setaccio di Oltra, che se tu gli chiedi un accessorio di cucina anche il più assurdo lui ce l'ha. Hai versato l'impasto nei pirottini a due terzi, coperto con fogli di alluminio e disposto educatamente nel freezer appositamente lasciato vuoto (non è vero, c'era il sorbetto, ma occupava pochissimo posto, non dava fastidio, non faceva neanche rumore).
Dopo un numero imprecisato di ore hai schiaffato i pirottini nel forno per venti minuti a 200°C e voilà, parevano perfetti. Se avessi avuto la forza li avresti spolverizzati di zucchero a velo, ma chi ce l'ha dopo aver mangiato tutta quella roba?

1 maggio 2009

Depressione e soliti rimedi.

La tua vecchia amica ti viene a trovare; la riconosci, è stata via un po' e sembra più abbronzata, magari è stata al mare, ma è sempre lei: accompagnata non da una falce bensì dal badile in ghisa, e sotto al cappuccio nero non un teschio ma la faccia di Ercule Poirot dopo una sbronza, perché è la Depressione, mica la Morte, eh?


"Oh, cara, qual buon vento?" -"Sei povero e ammalato" -risponde lei con piglio sicuro.  "...E piove da una vita".


Sai già cosa fare. In cucina, tiri fuori il cacao amaro, ne metti in una tazza una cucchiajata abbondante, di quelle che fanno la piramide di Cheope quando lo tiri fuori dal pacchetto (o meglio, dal sacchetto che è incollato dalla fabbrica sul fondo della scatola, mai capìto il motivo). Altrettanto di zucchero (per un risultato non troppo dolce). Un cucchiajo normale di farina e mescoli come Dio comanda (Ammaniti non c'entra). Un pizzico di sale, mezzo cucchiajo di miele liquido, due gocce di aroma vaniglia. Pian piano aggiungi cucchiaini di latte continuando a mescolare fino a ottenere un composto omogeneo ma il più compatto e solido possibile: è uno sbatti, una faticaccia, ma devi proprio far la giunta un pochino per volta, per un risultato perfetto. Poi apri il frigo e commetti un crimine contro la tua salute: hai presente ciò che ti sta fissando dalla ciotola verde e sbeccata? Sì, quella specie di cioccolata grezza. Afferri la stessa identica quantità di burro. A pezzetti, butti dentro e ricominci a mescolare, mescolare, mescolare finché ha tutto lo stesso identico (umore?) colore, e la stessa (divisa?) consistenza.


Se vi piacciono i Lindòr e non volete sparare a Piero (povero Piero!), alla fine otterrete ciò che meritate.

24 marzo 2009

La Riri-cotta dolce dietetica a volte

Il fatto è che la Riri, in realtà, è la mia figlioletta di 5 mesi, e pesa otto dico 8 chili. E io, che notoriamente sono pazzo, mi son messo in testa di cuocere di nuovo la ricotta. Anzi, il vero fatto è che sono innamorato. Comunque, le dosi sarebbero: uno scatolino (250 g)di ricotta, una stecca (100 g) di cioccolato fondente al 70% (o più)di cacao, un uovo, un cucchiajo di farina e uno di zucchero. Unisci gli ultimi due così la farina non fa grumi, dopo aver mescolato aggiungi l'uovo e la ricotta e la stecca sbriciolata in pezzetti, metti in forno per mezz'ora a 180 gradi. Però se non sei a dieta puoi aggiungere una bustina di vanillina, raddoppiare il cioccolato, unirvi mascarpone e amarene fabbri, dipende quanto sei goloso e slovato. Buona tiepido-calda ma pure fredda. Io sono pure pazzo, dicevo, e penso che stanotte dormirò in macchina.

9 novembre 2008

Patello Saggio, augh!

Da un po' sulle buste degli assorbenti Lines ci sono stampigliate perle di saggezza.
Una dice: "lo sai che durante il cliclo molte donne hanno voglia di un dolcetto?".
Ecco, la mia non e' esattamente voglia di un dolcetto. E', piuttosto, una crisi psicotica che mi fa aggirare intorno alla dispensa come una volpe affamata intorno ad un pollaio: frenesia, fame, occhio insanguinato.
E lo so, io, che quella mezza tavoletta di cioccolato fondente non bastera' a saziare le ovaie, proprio no e allora la mezza tavoletta la spezzetto e la metto sul fornello con un poco di acqua e rum - piu' rum.
E in una scodellina di alluminio metto dei tocchetti di frutta, quella che ho, mela, pera, uva e rimpiango di non esser di quelle che comprano le fragole in inverno.
E sciolgo il cioccolato e poi lo verso sulla frutta e, mentre mi accanisco con le dita nel ripulire il pentolino, la ciotola finisce nel freezer (si', sarebbe meglio portar pazienza e fare raffreddare un po' e poi mettere nel frigorifero ma e' il mestruo, signori) e dopo mezzora ne esce rassodata (si' meglio farsi una doccia per non cedere alla tentazione del va bene anche cosi' molliccia).
Probabilmente c'e' anche modo di togliere il cioccolatone con sorpresa dall'alluminio senza strappar quest'ultimo coi denti, ma magari lo studiamo un'altra volta: adesso abbiamo davanti questa montagnetta soda e croccante da spaccare a colpi di coltello per poi affondare in denti in ogni pezzo e scoprire il dolce della frutta.
E l'ormone si acquieta.