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5 settembre 2009

le mani in pasta

il modo migliore per trovare una ricetta è cercarne un'altra. che insomma la pasta era il pretesto, quello che contava era impastare. impastare è meglio che toccare le tette, diceva uno. faceva caldo, non era il caso di mettere il ragù sulle tagliatelle. e nemmeno i funghi, o la solita schifezza pannaprosciuttopiselli, che non se ne può più (almeno quanto dei gamberetti con le zucchine). allora andarono a fare la spesa con l'idea di trovare dei filetti di pescetti, tipo triglia o simili e vedere come sarebbero stati con le tagliatelle impastate, tirate e tagliate a mano, e l'intima convinzione di non arrivare nemmeno a scolare la pasta.
presi dal dubbio davanti a un banco del pesce ancora in vacanza, privo di triglie e pieno di ciuffi di calamari congelati nel pacifico e scongelati alla sma, l'occhio gli cadde su una vaschetta di fiori di zucca. proviamo, si dissero.
data per scontata la preparazione delle tagliatelle e i relativi risvolti non culinari, il problema era cosa inventare con i fiori di zucca. la sorpresa fu che attaccati ai fiori c'erano delle piccole zucchine. lui le tagliò alla julienne, lei schiacciò col palmo della mano uno spicchio d'aglio e lo fece soffriggere. poi misero le zucchine a saltare nell'olio caldo, giusto per insaporirle e ammorbidirle. quando lei buttò la pasta nell'acqua bollente insieme a una bustina di zafferano, lui aggiunse i fiori, tagliati a striscioline, alle zucchine. le tagliatelle ci misero un attimo a cuocere, fresche com'erano. lui le fece saltare in padella con gesti rapidi del polso, e aggiungendo una manciata di rucola, tagliata fine.
le misero nei piatti con una spolverata di scaglie di mandorla, sorpresi che il piatto fosse così all'altezza del piacere della sua preparazione.