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3 dicembre 2013

spaghetti alla rana pescatrice

volevo un'orata grande, o due piccole. ne ho trovata una media. per due è poco, per uno è tanto. mentre la eviscera (mai capito perché devo chiedere di eviscerare il pesce. qualcuno mangia le interiora?) mi cade l'occhio su due tronchetti di pescatrice.
la pescatrice è un pesce che amo. è un pesce bruttissimo. tanto brutto che non viene quasi mai mostrato intero sui banchi delle pescherie. di solito sono già pulite, senza testa, ci sono solo le code già spellate. già perché oltre ad avere una testa enorme, brutta e bitorzoluta, hanno anche la pelle viscida. e si mangia solo la coda, che in confronto alla testa è praticamente niente. non per niente la chiamano anche coda di rospo. il rospo non ha la coda.
sono così brutte che bisognerebbe lasciarle in mare, le pescatrici.
però son buone.
allora mentre l'orata fa la sua solita fine (cartoccio, non sto manco a dire i dettagli), le due codine di pescatrice finiscono squartate, le lische con quel po' di carnina che gli resta attaccata a soffriggere con l'aglio, il resto in pezzetti dopo, con briciole di pomodoro secco, una spruzzata limone e vino per fare sughetto, grattata di pepe e via spaghettoni a tirar su tutto.
io la amo, la pescatrice.

9 aprile 2010

la pescatrice e gli asparagi, storia di un'unione impossibile

la rana pescatrice non sa cosa pescherà, sa solo che vuole pescare. fose si è guardata intorno, forse ha raccolto informazioni. di certo sa di avere fame, e allora sta lì a dondolare l'esca davanti alla sua bocca vorace, in attesa della preda. qualche rana pescatrice, più intraprendente, si sposta e va in cerca della preda, ma al momento giusto ha sempre lo stesso atteggiamento: si acquatta, dondola la finta esca davanti alla bocca, e aspetta che la preda le passi abbastanza vicino.
solo che alla pescatrice può capitare di trovarsi vicino a qualcosa che non c'entra proprio niente con la sua natura. che so, un mazzo di asparagi. finiscono insieme in padella, illudendosi che sia per sempre. la carne bianca della pescatrice appena scottata nell'olio insaporito dall'aglio, circondata da pezetti di pomodori secchi. troppo calore la renderebbe dura, scostante, chiusa in sé stessa e poco propensa a legarsi. gli asparagi invece hanno bisogno di una preparazione più lunga per essere pronti al loro dovere, tipo un bagno turco di vapore. si uniranno nell'abbraccio degli spaghetti, festeggiati da una pioggia di pepe. le illusioni migliori durano solo il tempo di mangiarle.