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1 novembre 2009

Chantilly

Mettiamo che ti avanzi della crema pasticcera dalla crostata di frutta di un compleann, metti che hai un pò di panna fresca in frigo da finire, e ti ritrovi con un pò di frutta già tagliata avanzata dalla crostata, ecco qui le mie coppe chantilly con frutta calda.

Montare a neve con un pò di zucchero a velo la panna fresca, aggiungerla piano alla crema pasticcera raffreddata precedentemente, mescolare dall'alto in basso per non smontare la panna e mettere con cucchiate nei bicchieri o in ciotoline, coprire con cellophane e riporre in frigo un paio d'ore.

Versare la frutta tutta in una padella, 3 cucchiai di zucchero di canna, rhum o amaretto o grand marnier [a seconda del gusto che volete dare alla frutta], e della marmella o miele da finire.
E lasciate cuocere a fuoco basso fino a che non diventa cremosa.

Servire la ciotolina di crema con sopra questa frutta alcolica ma veramente buona, se volete servite con pavesini.

23 giugno 2009

Tu chiamala se vuoi sangria

Ma in realtà si chiama pesca e vino.

Gli ingredienti sono una pesca e mezzo bicchiere di vino rosso.

La pesca è meglio che sia di quelle dolci, succose e con la polpa arancione, e non di quelle insipide, secche e giallognole che mi hanno venduto stamattina alla Coop. Il vino, meglio se di produzione propria (o di zii o nonni o amici così generosi da regalarvene alcune bottiglie), dev'essere fresco di frigo, e non servito a 18-20° C come recita l'etichetta (nel caso dei vini comprati alla Coop).

Pesca e vino è una cosa buonissima da fare in estate alla fine del pasto, quando ti è avanzato un po' di vino nel bicchiere ma sei già arrivato alla frutta, oppure come aperitivo.

Basta avere un mezzo bicchiere di vino e metterci dentro dei pezzi di pesca, finché il livello del vino non arriva all'altezza del bicchiere pieno. Oppure – ed è il modo che preferisco – si può prima mettere i pezzi di frutta nel bicchiere e poi versarci il vino sopra.

(In realtà non cambia niente, ma preferisco il secondo sia perché sono sciocco e mi diverte versare il vino sui pezzi di pesca, sia perché puoi decidere di usare un bicchiere più grande di quello che già stavi usando, per farci entrare tutta la pesca e anche più vino. Inoltre, versando il vino alla fine, non si rischia di far traboccare il bicchiere in virtù del principio di Archimede. Chiaramente, però, è altrettanto sciocco e divertente tuffare i pezzi di pesca nel vino e farlo zampillare e poi leccarsi le nocche: è una questione di gusti.)

Concedi a pesca e vino cinque minuti di posa, durante i quali puoi fumare una sigaretta, ascoltare una canzone, parlare con un interlocutore x di un argomento qualsiasi tranne la politca (per parlare di politica non bastano mai cinque minuti, soprattutto se avete già bevuto altro vino) oppure guardare un po' di pubblicità su Italia 1.

Durante quei cinque minuti, il vino si impregna di pesca e la pesca di vino.

Spenta la sigaretta, finita la canzone, chiuso il discorso, tornato in onda il film di merda, mangia i pezzi di pesca con una forchetta e poi brinda alla salute di chi ti vuole male.

24 maggio 2008

pesche al forno

Cosa:
Pesche a pasta gialla taglia grande
7/8 amaretti per ogni pesca
zucchero
succo di limone
acqua
burro

Come:
Dividere in due ogni pesca, privarla del nocciolo ed asportare parte della polpa, lasciando un bordo di almeno 1 cm tutt'attorno.
Frullare la polpa, gli amaretti e lo zucchero (circa 1 cucchiaino da té per ciascuna 1/2 pesca) e con il composto riempire le mezze pesche, che sistemerete in una pirofila da forno, sul fondo della quale avrete messo un filo d'acqua.
Mettere un fiocchetto di burro su ciascuna 1/2 pesca, irrorare con il succo di limone ed infornare nel forno caldo a circa 200° (o nel micro a potenza medio/alta) per un tempo variabile a seconda del grado di maturazione delle pesche (per il forno tradizionale non meno di mezz'ora).

(Ricordi di una cucina bianca)