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22 giugno 2011

matrimonio per inerzia

è la terra che lo dice: è periodo di zucchine.
e di fiori di zucchina.
anche se tutti li chiamano fiori di zucca e non ho mai capito perchè.
comunque.
faccio andare un po' delle rondelle di zucchine, ma anche di altra forma (tanto alla fine non ne resterà memoria), con la cipolla.
dopo un po' metto tutto da parte e passo alla tostatura un tot di riso arborio.
il tot è facile da ottenere: si tosta tutto il riso che la superficie della padella consente.
tosto e sfumo, con brodo vegetale o vino bianco. o birra. fate voi insomma.
unisco le zucchine e vado di brodo.
dopo un po' unisco i fiori di zucchina, tagliuzzati un po', per agevolare il matrimonio di sapori e la successiva consumazione.
giro, brodo, giro, brodo.
sospetto che sia tutto un po' troppo dolce: idea miscela di spezie provenienti dall'india, denominabili masala, erroneamente conosciuta come curry *.
anche il colore va bene: quell'arancione che a milano pedala in allegria da un po' di tempo.
giro, brodo, giro, brodo.
mi cade l'occhio in basso, a sinistra, dove tengo spezie, semi ecc ecc.
semi di finocchietto, fatti da mamma. perchè no?
butto dentro una manciata, anche due.
giro, brodo, giro, brodo.
bisogna sempre ricordarsi di smettere un po' prima che il risotto va avanti da solo, per inerzia.
mantecatura classica: burro e parmigiano.
e non siamo più vegani. mannaggia.
tutta colpa dell'inerzia.
buonissima l'inerzia: calda e cremosa. vagamente piccante anche.

* = vedere commenti per maggiori informazioni

11 marzo 2011

campari

allora...mi è venuto in mente di cucinare usando i gamberi e il campari, ma a parte questo non so altro...come si potrebbero mettere insieme...forse un risotto, con varie possibilità di denominarlo, risotto di gamberi al campari, risotto redpassion, risotto di gamberi e campari, insomma uno di questi, o ...a piacere, ma come farlo sto risotto, non ne ho idea, cosa mettere prima e cosa dopo, i tempi, gli altri ingredienti, l'altezza del fuoco, che tipo di cipolla usare...

se hai qualche idea scrivila qui sotto.

22 febbraio 2011

Fastrice (il risotto della corsa)

Warning! Contenuti pericolosamente destabilizzanti

19.30

"papà ho fame, PAPA' ABBIAMO FAME!!"
decibel oltre gli ottanta, soglia del dolore.
"fai il risotto, failrisottoRISOTTO!!"

Ingredienti:

Mezzo chilo di Scotti bio, il resto a caso.

Buttare nella PENTOLA A PRESSIONE vari dadini di cipolla SURGELATA, evo a piacere.
Nel frattempo sciogliere fino a ebollizione in un pentolino un DADO e mezzo VEGETALE.
Tostare il riso, sfumare con varie sbroffate di TAVERNELLO BIANCO da bricco di cartone, aggiungere il brodo coprendo almeno di un dito il riso, aggiungere altro mezzo dado e mescolare con vigore.
Niente sale.
Chiudere la bomba in pectore, alzare la fiamma.
Al partire del fischio PIENO contare otto minuti secchi e aprire.
Zafferano, noce di burro, parmigiano, mantecate.
Viene all'onda, giuro e neanche male.

"papà che buonoILTUORISOTTO!!"
"ce la fate a star zitti almeno mentre mangiate?"

14 febbraio 2011

Il baricentro del risotto


Il bello del risotto è che è riso bollito, tanto bollito, finchè non c'è più niente da bollire. Il punto è in che cosa farlo bollire. Ad esempio se si ha, per caso, una padella rovente e si fa saltare dello speck a quadratini su un soffrittino di cipolla è ovvio voler far tostare il riso. Poi però deve cuocere e ha bisogno di un liquido. Hai poco tempo per decidere, un paio di minuti al massimo. Il solito brodo va bene, se è un brodo particolare è meglio, se hai una birra scura che per qualche motivo non hai ancora bevuto usa quella! Sì, puoi assaggiarla prima. Non basterà per la cottura quindi dopo continua con un brodo leggero, nessuna scazzottata nella mia cucina! Chiusura con burro, o ricotta, e se ti è avanzato dello speck saltato tanto meglio. Chissà quale liquido indosserà il risotto di domani?

3 gennaio 2011

risotto al-laka-zzo


catteristica principale di questo risotto è la variabilità intrinseca, dato che gli ingredienti o comunque la loro interazione viene decisa sul momento.
a un certo punto ammetto che avevo pensato di metterci del campari.
ma non l'ho fatto.
un giorno però lo farò, è una promessa che faccio a me, mentre a voi prometto che lo farò da solo, senza coinvolgervi. la prima volta almeno.

passiamo a risotto al-laka-zzo di capodanno (in alcune parti dell'egitto questo risotto viene chiamato fig-hasal-atha).
si parte, come per tutti i risotti, imbiondendo della cipolla (in questo caso con poco burro) e facendo tostare il riso, avendo nel fuoco in fianco il sempre fidato brodo di carni del giorno prima (manzo e pollo, carota-sedano-cipolla).
si prosegue gettando brandelli di cuori di carciofo tra un'innaffiata di brodo e un'altra.
a una certa inserisco dei pomodorini che avevo messo precedentemente nel brodo a sbollentare per facilitare l'operazione di spellamento.
susseguentemente decido che sono pochi e allora aggiiungo dei pomodori secchi tagliati al-laka-zzo.
a una certa mi ricordo che devo salare ma non ho voglia e quindi sminuzzo grossolanamente dei capperi sotto sale.
rimesto tutto, noto che il brodo sta finendo, assaggio e decido che va bene.
spengo il fuoco, butto una noce (alla guerrino) di burro e parmigiano-reggiano e manteco.
impiattando è stato aggiunto dell'ottimo prezzemolo avanzato da non so cosa e a scelta una spolverata di parmigiano-reggiano.

11 novembre 2010

Nel risotto ci sta bene tutto.


 C'è che nel frigo è rimasto poco: un pomodoro,una melanzana, delle cipolle smezzate e del prosciutto crudo. E vabbè anche del concentrato di pomodoro che credo risalga all' 89 ma finchè delle date di scadenza si riporta la dicitura “PREFERIBILMENTE” io me la rischio e poi vi aggiorno. Ci faccio un risotto che suona più o meno così: soffriggo la cipolla, ci aggiungo il prosciutto, sfumo col vino rosso in cartone, poi melanzane a cubetti e pomodori. Ci faccio tostare il riso e man mano il brodo. Poi il resto lo sapete.
Quello che probabilmente ignorate invece è che, se avete pappagalli o uccellini nelle prossimità della cucina, questa ricetta può essere  letale per i pennuti: melanzane e peperoni contengono alcaloidi che trasformandosi in fumo tossico li manderebbe a miglior vita. Non chiedetemi come faccio a saperlo: inonderei la cucina di lacrime rischiando di farvi scivolare.

21 agosto 2010

se spunta un fiore in bocca


Hai mai provato ad andare al mercato, quando in agosto le persone sono ancora via e le bancarelle traboccano di cose buone?

Stamattina io l'ho fatto.

Le sfumature di rosso e di giallo erano padrone della scena: le pesche tabachera (quelle schiacciate e deliziose brut ma bon diciamo noi), le angurie tagliate a fette, i pomidoro di tutte le dimensioni, i meloni e...i fiori di zucca.

Improvvidamente mi avvicino ad un banchetto ed ecco che vengo circuita da parole e profumi e persone, alle quali riesco a dire che vorrei qualche fiore di zucca...tre etti vanno bene? Ma sì.
Bene: tre etti di fiori di zucca sono una cassetta di fiori di zucca.

Ancora stupita vado verso casa con il mio carrello della nonna al seguito, già fortunatamente riempito di altri dolcissimi beni, e la cassetta come un vassoio tenuto sulla mano destra. Strada facendo rifletto: che farne?

Il sonnellino del sabato pomeriggio mi ha offerto spunto: ne farò frittelle e risotto, ma mi servono volontari perché da sola rischierei di morire di fiori di zucca.
Così, mentre rifletto, chiamo Lisa e Franco e Max i quali accettano volentieri e, nel frattempo, metto i fiori a bagno nella vasca. Eh sì, sono tanti e lì stanno bene.
Ne prendo più della metà, taglio via lo stelo e  divido in petali. Nel frattempo taglio a rondelle sottili due cipollotti freschi, quelli grossi quanto un mignolino, e faccio soffriggere in burro e olio in parti uguali; aggiungo i petali che fanno presto a ridursi a poco e spengo. Più tardi aggiungerò due pugni di carnaroli a persona più uno per la pentola, farò sfrigolare con del vino bianco e continuerò la cottura con del brodo vegetale (un pomodoro, una costa di sedano, una carota, un cipollotto  e un po' di prezzemolo...cose semplici, insomma). Ad un attimo dalla fine spolvererò di noce moscata e poco parmigiano e decorerò il piatto con qualche fiore fresco.

E le frittelle? Oh be', una pastella veloce fatta con farina, un pizzico di sale e birra al posto dell'acqua avvolgerà i fiori già riempiti con un tocchetto di mozzarella e un'acciughina, niente di più. Un salto nell'olio bollente fino a dorarle appena e poi subito nei piatti, ché sono così golose da voler saltare immediatamente in bocca, a rischio di ustione.

Ma che buoni i fiori di zucca!


8 febbraio 2010

risotto agli avanzi di formaggio e miele di timo

è che qualcuno ha portato una vagonata di formaggi, troppi per mangiarli tutti e andare avanti col resto della cena, anche se si è in quindici. di qualche formaggio ho capito il nome, dal gusto. e quelli me li sono mangiati sera per sera. ma ne è rimasto uno, mezzo chilo circa, di cui proprio non so dire le origini. non c'è scritto sull'incarto. non l'avevo mai mangiato. buono, eh. ma fortissimo. la strega dice piccante, io non lo definirei piccante ma semplicemente forte. tanto forte. così forte da riuscire a mangiarlo solo a scaglie sottilissime e con un velo di miele sopra. e ancora lo sento dietro al naso e sopra la gola.
poi c'è una valanga di scalogno, una busta aperta di grana padano grattuggiato (chi ha portato del grana padano grattugiato in casa mia?), due bottiglie di nero d'avola e un mattone di burro.
risotto bianco, anzi rosa perché lo annaffio col rosso invece che col bianco, a fine cottura ci metto una grattata enorme di formaggio forte, lo copro di grana padano, una noce di burro e faccio mantecare. nel piatto, lo copro di pepe (no, non quello lì. non sono ancora riuscito ad aprire la boccia per mettercelo dentro), e un giro di filo di miele di timo.
tutto sommato temevo peggio, invece sto decidendo che mi piace assai.

p.s. notare che ho scritto sia grattugiato sia grattuggiato, nel dubbio. così son certo di sbagliare, ma anche di farlo una volta sola.