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15 novembre 2009

coste con le verze

E, visto il successo riscosso dai finocchi , oggi parliamo di verze .


COSA:
coste di maiale
verza
cipolla
olio EVO
sale
pepe

COME:
In una pentola capace e alta, imbiondite la cipolla in pochissimo olio EVO.
Rosolatevi poi le coste di maiale (volendo, potete metterci anche una salsiccia).
Nel frattempo, mondate la verza e tagliatela grossolanamente.
Quando la carne è rosolata, aggiungetevi tanta verza quanta ce ne sta nella pentola.
Salate, pepate, mettete il coperchio. Fuoco medio.
Cucinando, la verza diminuisce di volume; aggiungetevene quindi altra, sempre fino a capienza.
Ripetere l’operazione fino a finirla.
Quando anche l’ultimo pezzetto di verza è cotto, è pronto.
(Se in cottura dovesse formarsi troppa acqua, una volta che tutti gli ingredienti sono nella pentola, tenete il coperchio un po’ scostato).

Si consigliano finestre spalancate e stomaci robusti.

[Mi viene il dubbio di averla già postata...]

7 novembre 2009

Che avevo lì in frigo cinque o sei finocchi.

Che avevo lì in frigo cinque o sei finocchi.
E nessuna voglia di cucinarli.
E prima ancora di mondarli.
Com'è, come non è, sono riuscita nella seconda impresa.
Ma proprio non mi andava di affettarli sottili sottili (che non potete dirmi di no) per mangiarli crudi insalata.
E lessi... bleah!
Così li ho tagliati in quattro o in sei a seconda della dimensione iniziale, li ho disposti a casaccio in una pirofila (nel frattempo avevo acceso il forno (non ventilato) a 200°, la temperatura che va bene per tutto, tranne che per le meringhe e la torta di ricotta), sale, pepe, olio EVO, un po' di glutammato che fa male ma non guasta, un po' d'acqua.
Dopo un tot 'sti marrani hanno cominciato a cacciare acqua e si sarebbero lessati (ri-bleah! ), allora li ho tolti dal forno, scolati, rimessi nella pirofila, spolverizzati con parmigiano reggiano e infiocchettati col burro.
E settato il forno su ventilato (per asciugarli).
Il tempo di vederli prendere il colore giusto (non beige, non marron)...
Oh, non ci credevo neanch'io, erano buonissimi!

22 gennaio 2009

tiramisù

... che non lo faccio mai perché odio montare gli albumi a neve ed ho scoperto che invece senza viene buonissimo...

COSA:
Per ogni etto di mascarpone:
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di zucchero
8 savoiardi
caffè e marsala q.b., in parti uguali

COME:
Tutti gli ingredienti vanno tolti dal frigo almeno una mezz'ora prima di cominciare.
Fate il caffè per primo, così si raffredda, mettetelo in un piatto da minestra con altrettanto marsala meno un poco che vi serve per la crema.
Montate a crema i tuorli con lo zucchero, unire il mascarpone e un po' di marsala; smettete di mescolare solo quando tutto è liscio ed omogeneo.
In un recipiente di misura adeguata (sia per capienza che per larghezza, che è meglio che sia multipla della dimensione di un savoiardo), preparare il primo strato di savoiardi, che bagnerete (ed attenzione a non esagerare) prima nel caffè/marsala; poi ricoprire con uno strato di crema e ricominciare fino a che i savoiardi non sono finiti (se rimane della crema, mangiatela pure).

Domani vi dico com'è

18 gennaio 2009

spaghi e mollica "sfritta"

COSA:
spaghetti
acciughe (nell'ordine di due/tre per ogni commensale)
peperoncino (uno/due ciascuno, dipende dai peperoncini e da quanto vi piace piccante)
pane grattuggiato (un cucchiario da minestra colmo ogni due persone)
olio EVO pugliese (a occhio)

COME:
mentre lessate gli spaghetti, in un ampio tegame, nel quale poi salterete la pasta, sciogliere nell'olio le acciughe col peperoncino tritato.
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente caldo nel quale verserete poche gocce di olio, rosolate il pangrattato fino a quando assume un colore "brunito".
Scolate la pasta, saltatela nella padella, impiattate e spolverizzate con il pangrattato.


(Libera interpretazione di questa.)

22 novembre 2008

Pesche al forno

COSA:
Pesche a pasta gialla taglia grande
7/8 amaretti per ogni pesca
zucchero
succo di limone
acqua
burro

COME:
Dividete in due ogni pesca, privatela del nocciolo ed asportate parte della polpa, lasciando un bordo di almeno 1 cm tutt'attorno.
Frullate la polpa, gli amaretti e lo zucchero (circa 1 cucchiaino da té per ciascuna 1/2 pesca) e con il composto riempite le mezze pesche, che sistemerete in una pirofila da forno, sul fondo della quale avrete messo un filo d'acqua.
Un fiocchetto di burro su ciascuna 1/2 pesca, irrorare con il succo di limone ed infornare nel forno caldo a circa 200° (o nel micro a potenza medio/alta) per un tempo variabile a seconda del grado di maturazione delle pesche (per il forno tradizionale non meno di mezz'ora).

(Ricodi di estati lontane)

3 novembre 2008

eppolpai

COSA:
Un rotolo di pasta brisé (o, se volete farla, padronissimi...)
quattro mele; mi raccomando, renette
uvetta sultanina
succo di limone
zucchero
cannella
qualche fiocco di burro

COME:
Accendere il forno e portarlo a 200°.
Nel frattempo, foderare lo stampo con la carta da forno e poi con la pasta brisé.
Togliere il torsolo e sbucciare le mele (non necessariamente in quest'ordine), tagliarle a pezzettoni e metterle in una terrina con un po' di succo di limone, lo zucchero (q.b.), l'uvetta (idem) e la cannella (con la quale non si deve esagerare, pena la malriuscita del tutto). Mescolare.
Mettere il tutto dentro la pasta brisé, infiocchettare con il burro, infornare per una mezz'oretta abbonandante (fino a quando la pasta ha un colore decente).

Io l'ho fatta, poi vi dico se è venuta buona.

26 ottobre 2008

pasta con i broccoli

COSA:
Orecchiette, broccoli, olio extra vergine di oliva, aglio, acciughe, peperoncino, sale, parmigiano.

COME:
Mondate i broccoli e metteteli a lessare in acqua salata nella pentola dove poi cucinerete la pasta.
Nel frattempo, in una padella capiente, rosolate l'aglio nell'olio assieme alle acciughe e al peperoncino.
Raccogliete i broccoli con la schimarola e trasferiteli nella padella, dove li farete saltare.
Cuocete le orecchiette nell'acqua di cottura dei broccoli, scolatele e saltate anche queste nella padella.
Servire e cospargere di abbondante parmigiano.

La stessa identica cosa può essere fatta con le cime di rapa al posto dei broccoli e, in tal caso, con pecorino al posto del parmigiano.

25 ottobre 2008

stuzzichini rapidi

COSA:
Pasta sfoglia, pronta.
Se avete voglia di prepararla, va bene lo stesso, ma allora il titolo sarebbe "stuzzichini" e basta.
Patè di olive, pesto, o qualsiasi salsa di consistenza simile e dal sapore non anonimo.

COME:
Stendete la sfoglia, distribuire la salsa scelta in maniera uniforme in quantità sufficiente a coprirla tutta, ma non di più, che poi dovete riarrotolare.
Riarrotolate la sfoglia, tenendola il più stretta possibile, ma non troppo da far uscire il ripieno.
Tagliatela a rondelle di circa mezzo centimetro (eventualmente ricomponete i rotolini ribelli).
Infornate a 200° per 15 minuti.

20 settembre 2008

tegoline in tecia

COSA:
Fagiolini (tegoline)
Aglio
Olio
Sale
Pepe
Pomodoro (a pezzi) (in misura di circa un terzo rispetto i fagiolini)
Prezzemolo

COME:
Mondare e lavare i fagiolini, tagliarli a pezzi di circa 1 cm e mezzo.
Rosolare l'aglio nell'olio, unire i fagiolini, far saltare qualche minuto.
Aggiungere il pomodoro, sale e pepe.
Portare a cottura coperto e a fiamma bassa (sono cotti quando non odorano più di erba).
Aggiungere il prezzemolo tritato solo all'ultimo momento (il prezzemolo cotto è tossico).

(Ricordi di una cucina in affitto al mare d'estate)

17 settembre 2008

fegato alla veneta

COSA:
Fegato (di maiale, vitello, manzo... fate vobis)
Olio EVO
Cipolla
Salvia
Vino
Sale
Pepe

COME:
Tagliare il fegato a pezzi, nel frattempo soffriggere cipolla e salvia nell'olio.
Unire il fegato al soffritto, lasciar rosolare, aggiungere un po' di vino (bianco se vitello o maiale, rosso se capriolo o cinghiale). Pepare.
Portare a cottura.
Salare quasi all'ultimo (se troppo presto, il fegato diventa duro, se troppo tardi, non assorbe il sale).
Questo è il trucco.

23 agosto 2008

appena appena costoso, ma facile facile

COSA:
Quattro tomini
Un piccolo tartufo (nero, se non volete svenarvi)

COME:
Tagliare i tomini come panini (), farcire con il tartufo a fettine (o anche tritato), avvolgere nella carta stagnola e infornare (200° circa) per 5 minuti.

(Nessun ricordo da segnalare, ricetta recente)

6 luglio 2008

farfalle gialle e verdi

Cosa: Olio EVO
Aglio
Zucchine (e, se ci sono, relativi fiori)
Prezzemolo
Zafferano
Panna
Sale
Pepe
Se piace, un po’ di peperoncino
Pasta corta, indicate le farfalle
Parmigiano

Come:
Tritare l’aglio e soffriggerlo nell’olio in una padella capiente.
Tagliare le zucchine a rotelle sottili, rosolarle nell’olio con l’aglio. Quando sono colorate, salare, pepare, aggiungere il prezzemolo, lo zafferano, eventualmente il peperoncino, e la panna.
Nel frattempo, cuocere la pasta al dente. Scolarla e saltarla nella padella.
Spolverizzare con abbondante parmigiano e servire.

25 giugno 2008

pasta fredda o calda al pomodoro

CosaImage Hosted by ImageShack.us
Pomodorini ciliegino
sale
pepe
basilico
aglio
olio EVO
mezze penne rigate

Come
Tagliare i pomodorini a pezzetti piccoli piccoli, metterli in una terrina con l'aglio tritato, qualche foglia di basilico e innaffiare con l'olio.
Lasciar macerare almeno 5/6 ore.
Cuocere la pasta al dente, scolarla e buttarla sul sugo.
Mescolare e mangiare.
Oppure lasciar raffreddare e mangiare dopo (in tal caso, scolarla un po' più che al dente e raffreddarla sotto l'acqua fredda).

(Ricordi di un ufficio afoso)


17 giugno 2008

pasta fredda ligure

Cosa:
trofie
pomodorini pachino
aglio
olio EVO
pomodori secchi
acciughe
tonno
capperi
pesto
basilico

Come:
Lessare le trofie, nel frattempo saltare i pomodorini e l'aglio nell'olio, scolare il tonno e sbriciolarlo, tagliare a pezzetti grossolani i pomodori secchi e le acciughe e metterli, assieme i capperi, al pesto e al basilico tritato, in una capiente terrina.
Scolare la pasta, raffreddarla sotto l'acqua fredda, versarla sopra gli ingredienti crudi, aggiungere i pomodorini (che nel frattempo si saranno raffreddati abbastanza) e mescolare bene.
Consumare non prima di due ore.

(Ricordi di una serata tra amiche)

24 maggio 2008

pesche al forno

Cosa:
Pesche a pasta gialla taglia grande
7/8 amaretti per ogni pesca
zucchero
succo di limone
acqua
burro

Come:
Dividere in due ogni pesca, privarla del nocciolo ed asportare parte della polpa, lasciando un bordo di almeno 1 cm tutt'attorno.
Frullare la polpa, gli amaretti e lo zucchero (circa 1 cucchiaino da té per ciascuna 1/2 pesca) e con il composto riempire le mezze pesche, che sistemerete in una pirofila da forno, sul fondo della quale avrete messo un filo d'acqua.
Mettere un fiocchetto di burro su ciascuna 1/2 pesca, irrorare con il succo di limone ed infornare nel forno caldo a circa 200° (o nel micro a potenza medio/alta) per un tempo variabile a seconda del grado di maturazione delle pesche (per il forno tradizionale non meno di mezz'ora).

(Ricordi di una cucina bianca)

5 maggio 2008

Patate al forno colorate

Cosa:
Patate
pomodorini ciliegino, tre per ogni patata media
capperi sottaceto, una cucchiaiata ogni quattro patate
prezzemolo e origano, q.b.
aglio, q.b., di più se vi piace e poi dovete dormire soli
sale e pepe a piacere
olio EVO
burro

Come:
Tagliate le patate a dadi e i pomodorini in quattro, mescolate in una pirofila con gli altri ingredienti, distribuitevi sopra dei fiocchietti di burro ed infornate nel forno già caldo (200° circa) per un'ora e mezza circa, avendo cura di mescolare il tutto ogni venti minuti.
Se avete fretta potete far cuocere le patate per cinque/dieci minuti nella pentola a pressione (meglio se al vapore); in tal caso basta una mezz'oretta per dorarle.

Ottime con formaggi misti.

(Ricordi di inverni in una calda cucina piena di gente fredda...)

Grappa dolce all'aroma di mandorla

Accolgo con piacere l'invito di Oltranzista.
E vorrei cominciare dalla fine, cioé da una collaudata ricetta per un bicchierino di fine pasto.

Cosa:
1 lt di grappa
300 gr zucchero
1 bicchiere da tavola di semi di mela

Come:
Raccogliere con pazienza i semi di mela e lasciarli asciugare bene.
O, come ho fatto io, tormentare amici e parenti e coinvolgerli nella raccolta.
Sciogliere lo zucchero nella grappa, unire i semi di mela, imbottigliare, meglio se nel vetro.
Lasciare in infusione per non meno di 40 giorni in un luogo buio, avendo cura di agitare la bottiglia una volta al giorno, e poi filtrare.


(Ricordi di Natali conclusisi con un bicchierino di questo.
che era di troppo, come tutti gli ultimi bicchieri
    )