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4 febbraio 2010

fine di viaggio...

...notte che sa di sale, ad aspettarmi la musica di david byrne, il pensiero torna indietro di qualche giorno, stretti in cucina, chè non lo immaginavo che la cucina fosse così piccola e grande insieme.
porto un ricordo, che mi arriva direttamente dall'infanzia, nessuna ricetta, solo un ricordo che risale al ricordare di uno alto più o meno un metro, altezza tavolo di cucina, niente ragionamenti o conteggi di dosi, basta ricordare, ripescare in quei meandri i gesti visti fare e mai eseguiti prima, lo schiaccio delle patate, il rompersi dell'uovo, il senso della farina tra le dita...e la vista di un gesto impastante dal livello del piano di lavoro...
...non sarebbero venuti senza tutti voi...
grazie.

3 febbraio 2010

ganzi

no niente io volevo solamente dire che domenica mattina mi sono svegliata che stavo ancora ridendo per quella storia del cous cous Valsugana (giuro).
E che vorrei far rientrare Papoff nel prontuario farmaceutico approvato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità sotto la categoria antidepressivi specifici.


(una serata ficherrima raga)

1 febbraio 2010

fantasia ai kiwi (del papa') di papoff®

l'ingrediente principale è, come in tutte le ricette, l'amore, che ci si mette ma anche che si riceve.
poi ci vogliono dei kiwi ma anche qui c'è dell'amore, a tratti inconsapevole, di mio papà che con 5 piante femmine e 2 maschi (beati loro) riesce a produrre 350 cassette di kiwi, tutti buoni per altro.
allora per cominciare si va a caccia di kiwi maturi tra queste 350 cassette e se ne tirano fuori un tot, taluni ingegneri del cibo sostengono ce ne vogliano una quantità tipo 600 grammi. io però la bilancia non l'ho mica usata.
una volta che si hanno questi kiwi li si lasciano in una ciotola ad ascoltare risate e battute.
nel frattempo si uniscono 200 grammi di zucchero (questi più o meno li ho pesati) a 2 decilitri d'acqua (oppure 0,2 litri oppure 200 grammi) e li si mettono sul fuoco per ottenere, dopo cinque minuti di bollitura, dello sciroppo di zucchero.
sciroppo di zucchero che andrà lasciato raffreddare; quindi nel frattempo si sbucciano i kiwi precedentemente tastati e annusati. le tecniche per sbucciarli sono varie, io ho usato quello dello scaviccchio con cucchiaino.
fatto ciò si monta a neve un bianco d'uovo (nello specifico della gallina di mio zio). ebbene si: c'è un albume.
ora si frullano i kiwi con un minipiner, si unisce lo sciroppo di zucchero raffreddato e l'abume montato a neve e si mischia, magari con uno sbattitore a cui funzionano le velocità.
il composto, contenuto in una ciotola magari di metallo (messaggio di servizio per olt: mia mamma mi fa notare che devo avere lasciato li la suddetta ciotola di metallo), va posizionato nel congelatore.
ora il più è fatto, rimane solo, di tanto in tanto, da ricordare al sorbetto che è un sorbetto andando ogni mezzoretta a dare una smossa al composto.
ora la ricetta sarebbe finita, ma una ricetta senza ingrediente personale che ricetta è?
quindi praticamente a una certa, tra la terza e la quarta smossa del composto, ho aggiunto del limoncello (quantità a scelta). per gli astemi, per intolleranza o per scelta (che sono comunque più dignitosi di chi spezza gli spaghetti), si può optare per del succo di limone.
secondo me, mi viene in mente ora, ma anche delle foglie di menta ci sarebbero state da dio.


ps: questa ricetta è servita prevalentemente a ridare dignità al frutto kiwi dopo il suo declassamento a sapone

per non dimenticare

- gli occhi da cerbiatta di miaperfidia che esclama "ma veramënte !!???"  mentre schianta la macchina fotografica di cinas a rimbalzo sul pavimento di inizio secolo dell'ignaro oltranzista
- la titta-bitta che sta sempre zitta mescendo ovviamente intrugli da strega pessimi...(ho capito giusto? quella cosa color bile l'hai fatta tu amour?) e irradia amore da ogni poro. quasi virale. cazzo la amo.
- papof l'ho scannerizzato, ora cercherò di farne un avatar da utilizzare tra un credito documentario e l'altro come evasione, è la comicità fatta persona. sto ancora ridendo per paolo limiti (che non potro' mai piu' vedere senza sussultare ) e la valsugana. io vorrei sposarlo ma lui non ci sta. non ho capito se lo spaventino di piu' i venti cm o i venti anni che abbiamo di differenza. bullshits....
- la ragazza-che-poteva-svenire-inogni-istante mi metteva un po' d'ansia perché ce l'avevo accanto e non avevo sali o altro (ma avremmo potuto usare i pepi di sagami) mentre mi scioglievo tre uno gnocco di carvalho e una panella dal sapore di Siscilia, lei rischiava la vita sorbendo la fantasia al kiwi di papof (cazzo era veramente buona papo. mi hai sventolato una carta di formaggio sotto il naso con una pseudo ricetta per poi riinfilarla repentino nei meandri dei tuoi pantaloni...)
- sagami:  una scoperta. un nirvana femmina multietnico dal sorriso bianchissimo. non ti aspetteresti mai l'epilogo di quella pacatezza apperente: ha tirato fuori un agnellodidio dalla piramide di Chichén Itzá e l'ha sacrificato li davanti a tutti. in sciallo.
- la lisacaramella che sta sempre mescolando qualche cioccolato fantastico che io non potrò mangiare ... ma che Qualcuno ...so per certo ...ancora conserva in frigorifero pronto per essere scaldato e degustato. Sappi Qualcuno ...che potrei venire a riprendere i guanti che ho perso come cenerentola  al ballo e socializzare il bendiddio.
- la morfina zittina pure lei ..tra un radicchio e l'altro pubblica libri. intanto che noi facciam ballare le scimmie
- sammybaby, fero-man, mi hai fatto un muffin che è sparito prima dell'apertura del sipario per ovvi motivi. lo sai che hai rischiato grosso vero a tirar fuori sapori e consistenze tanto intriganti ?...si lo sai. ti ho visto in protezione. ti concentri sulla forma per non parlare del Profumo vero ? sembravi Grenouille e noi le giovani vergini ammaliate dal tuo artefatto
- last but not least : il mio compagno di banco. il giovane guerriero celtico. ancora sento la sua voce tuonare nei cieli di avalon (e la sua zuppa di cipolle invece da qualche altra parte...)

31 gennaio 2010

Il Segreto

Ora, non si vorrà mica ch'io scriva la ricetta della soupe d'oignon. Ma concederò il segreto, di arte sopraffina, d'abilità culinaria estrema.

Addormentarsi per una mezzora e dimenticarsi la zuppa a superconcentrarsi sul fuoco.


avrei vinto io

Avessimo fatto il concorso al contrario nulla avrebbe battuto il mio aperitivo al sapone di kiwi. Non è un refuso, proprio sapoNe volevo scrivere.
Ottimo per la pelle, oggi dovreste vedervi tutti più belli. Che poi già ieri sera eravate mica male, diciamolo.
Comunque.
Secondo me con sciroppo di zucchero e rum a strafottere sarebbe stato sapone al kiwi con rum. Molto meglio, insomma.

Matericomuffin

Quando guardi un'architettura non ti chiedi, generalmente, quanto cemento o il numero di vani che ci sono in cantina, ma ne osservi lo slancio, la forma, il materiale esterno. Io ho sempre ammirato queste costruzioni spuntare dai banchi delle gastronomie e delle caffetterie come piccoli funghi di morbidezza dolce o salata e l'unico timore nel riprodurli è sempre stato che venissero fuori dei macigni utili sono come panettoni separa-traffico da far decorare a Pao. Per ottenere questa forma lo stampino, insieme ai suoi altri 11 fratelli, si arroventa per mezz'ora ai 200° del forno, dopo essere stato riempito per tre quarti, o poco più se si vuole una chioma temeraria. Il composto è ultimato con un etto di prosciutto a dadini, un etto di formaggio emmental grattugiato grosso e un bel po' di paprika. In realtà questo è un po' l'arredamento che si può variare,e siccome non sono né cuoco né architetto, mai vorrei passare per arredatore! Il corpo è un areato miscuglio ottenuto dal lavoro dello sbattiuova elettrico che incorpora l'ossigeno tra gli elementi creando una soffice pasta, il cui ultimo aggiunto sono 200gr (godere!) di burro molto morbido (anche completamente sciolto si è scoperto empiricamente che va bene). Il primo impasto è ottenuto invece con 200gr di farina, sale, 4 uova e una bustina di lievito (bustina: unità di misura universale, iso 666).
La scelta dello stampino è fondamentale per la dimensione del minuscolo edificio finale e per l'impatto che questo avrà sul primo morso. Ottimi quelli fatti di carta forno, quelli di alluminio e silicone è meglio imburrarli, se poi hanno una forma  imbarazzante, la citazione è facile.

L'agnello diddio

L'agnello diddio è interconfessionale. C'è quello anglicano che arriva dal Regno Unito, c'è quello  musulmano dal mio macellaio di fiducia, c'è il cattolico abruzzese, quello kosher e la costoletta pré salé che arriva dalla Francia che fa tanto rivoluzione e ateismo.
L'agnello diddio puoi decidere di celebrarlo facendolo a pezzi e cucinandolo sotto una cupola, donandogli cannella, zenzero, coriandolo, purificandolo col la scorza di limone,accendendolo con un nulla di harissa. Alla fine lo servi in mezzo alla tavola.
Prendete e mangiatene tutti.

Il meraviglioso mondo dei...radicchi e delle cipolle

Ebbene ogni volta che partecipo trovo sempre una/o buona/o compagna/o di viaggio...chiacchiere e kilometri da macinare, ringrazio missis Sagami per avermi preso su :-).

Comunque i radicchi sono infiniti e diversi, tutti buoni, assolutamente stupendo e non poco un infornista che non sapeva de "il meraviglioso mondo dei radicchi".

Li pulisco delle foglie un pò marce li affetto per lungo li depongo con amorevole devozione in pirofiline kuki le cospargo con un velo di sale, pepe nero ed olio e a 175 per 20 minuti li passo in forno.
E fra un cocktail kiwi/zenzero e due chiacchiere affetto il brie in fettine sottili che dispongo poi sui radicchi, cospargo di pinoli[andrebbero tostati] e un filo d'olio al basilico.
In forno a 150 per 10 minuti e il l'iinfinito mondo del radicchio divinerà il nostro palato, lo so porzioni mignon la prossima vola esageriamo :-P[seeeeeee].

E mentre c'era chi impastava gnocchi e scioglieva cioccolato, io m'affettavo, piangendo due cipolle dorate, le metto in una pentola con un tocchetto di burro le faccio rosolare un pò, aggiungo due cucchiai di farina, panna liquida un litro e lascio che si condensi, senza grumi mi raccomando, formaggio a piacere vostro [io ho messo, emmental, fontina e grana grattuggiato...].
Lasciamo sciogliere e servire dopo aver spruzzato di prezzemolo tritato.

Ottimo l'accostamento con l'arrosto di maiale o con delle patate bollite o cotte al vapore.

la pillola indorata (ovvero come convincere una faraona ad esserepiccione)

il fatto è che a marrakech i marocchini sono berberi, e non arabi. e comunque i marocchini non hanno nulla a che vedere con gli egiziani dei faraoni, quantomeno per una notevole distanza storica oltre che fisica.
il tutto per dire che per fare la pastilla (che ovviamente si pronuncia pastiglia, come l'aspirina) è consigliabile aver fatto duemila chilometri a zonzo per l'atlante marocchino e retrostante deserto, poi tornare a marrakech, cercare la famosa pastilla di marrakech di piccione, e non riuscire a trovarne altre che di volgarissimo pollo. il che fa capire che è una cosa buona, ma che si dà per scontato che ai turisti occidentali il piccione faccia schifo. dopotutto li allevano sulle guglie del duomo, e con tutte le maledizioni che gli tirano i milanesi non possono che essere indigesti.
insomma, com'è e come non è, alla fine per provare a ripetere l'esperienza ripiego su una nobile faraona, ma per convincerla che fare il piccione non la sminuisce affatto, devo donarle un mare di spezie. per cui il pollivendolo la fa a pezzi con rispetto,  io la massaggio dolcemente con una cipolla bella grossa tritata fine, una manata abbondante di prezzemolo tritato, e un intruglio fatto di olio, due dosi di zafferano, una sgrattatona di coriandolo (secco, perché al super ho trovato quello). ma sgrattatona è una roba grossa, eh. e pure una sgrattatona di zenzero fresco, tipo un bel tocco che se ne va in poltiglia. sale a piacere e pepe come se piovesse, e due stecche di cannella. poi la regola vuole che la regina se ne stia a riposo in frigo per una notte, ma si sentirebbe abbandonata e quindi me ne frego: intanto che si convince a insaporirsi trito due o tre etti di mandorle, di quelle già in scaglie che è più comodo. le metto in padella con un tocco di burro e le faccio dorare. quando si raffreddano ci spargo una manata di zucchero a velo e un'abbondanza di cannella in polvere. tutto bello ricco, che alle faraone non bisogna far mancare nulla.
finalmente arriva il suo momento. pentolone, olio caldo, e dentro a rosolare i quarti di nobiltà. con tutta la pelle che è il sapore, mi raccomando. quando è rosolata ci aggiungo tre quarti di litro di brodo (dicono di pollo, ma va benone il vegetale - quello senza glutammato così non fa venire il tumore), altre due dosi di zafferano, un'altra macinata di coriandolo e altro zenzero, questa volta in polvere. e la lascio lì a bollicchiare per un'ora. poi tolgo la faraona dalla pentola, ma lascio il sugo di cottura sul fuoco, aggiungendo il succo di mezzo limone. lo faccio ridurre, poi aggiungo una chiara d'uovo montata a neve, e mescolo dolcemente fino ad ottenere una crema.

a questo punto l'immaginazione supera la realtà. dopo la prima esperienza decido che la torta è troppo complicata da preparare e da mangiare, e che il post sarebbe troppo lungo. allora nel sonno la faraona da antipasto diventa una pietanza. la prossima volta dopo la cottura la terrò al caldo intanto che faccio la salsa.
servirò la faraona, che a questo punto sarà convinta che essere piccione è una cosa buona, con la salsa accanto, la granella di mandorle sparsa sopra, e il resto del piatto sventolato di zucchero a velo e cannella in polvere.

25 gennaio 2010

indovina chi viene a cena?

colto da sensi di colpa da assenza nel blog, cerco di rimediare facendo un punto della situazione. elaborato il lutto per l'assenza della luce dei nostri occhi (per punizione le invaderemo la casa alla prima occasione), cominciamo con l'elenco in rigoroso ordine alfabetico di chi ci sarà e il genere di contributo.

carvalho - primo
cassiera - i formaggi sono antipasto o dolce?
cinas - primo
lise - dolce
miaperfidia + 1 - primo
morfea - antipasto
oltranzista - secondo
papoff - dolce
unastranastrega  + 1 - secondo
sagami - secondo
sam - ???
silvani (che vive al piano di sopra e mi pare carino che ci sia anche lei) porella di sabato lavora, è esentata
stear - vino per tutti!!!

il che fa quindici, sempre che non abbia dimenticato nessuno. dei quali, almeno undici cucinano di sicuro. io sarei sempre per le quattro porzioni, al massimo sei con la promessa che eventuali avanzi si dividono e si portano via, che io da solo non posso smaltire e mi rifiuto di buttare.

i vini sono graditi un po' da chiunque abbia voglia di portarne.

altre raccomandazioni che mi vengono in mente:
il freezer è a disposizione, non è enorme ma un po' di roba ci sta. lise e papoff, è vostro.
il forno funziona.
le pentole, chiedete cosa vi serve se non volete portarle.
strega, porti due sedie?
chi non sa dove andare mi contatti via mail (oltranzistaATgmailPUNTOcom)
per l'ora, come l'altra volta: dalle 15 in poi la cucina è aperta. chi primo arriva mi aiuta ad apparecchiare.
se chi non può partecipare vuole vederci, proviamo a aprire una webcam in msn.

20 gennaio 2010

La reine est morte, vive le roi!

Viste le entusiastiche adesioni di tutti quanti, ahimè, mi tocca abdicare a favore dell'altro principe, quello che ha il regno più grande del mio: la cena del 30 si trasferisce da Oltranzista.

[umpf, me mi dispiace. La prossima volta nasco più ricca di metri quadri, ecco!]


Comunque al menù si sono aggiunti gli gnocchi di Carvalho (con l'uovo! ussignur!).
[gli gnocchi valgon bene una messa]

[sì, sono molto ancien régime, ce soir]

6 gennaio 2010

tocca a me

Il 30 gennaio a casa mia.
Che dopo cibi e VINI posso ospitare 3 persone ma chi avanza può spargersi qui intorno (tipo da Oltranzista che ha la casa GIGANTE).
Ed ora si aprono adesioni e menù.

Me, basta che non mi fate fare dolci o mal ve ne coglierà.